venerdì 23 marzo 2018

UN GIORNO LUNGO DI POESIA


L’INSOPPRIMIBILE URGENZA DI POESIA
Appendice al 21 marzo: primo giorno di primavera, ma anche Giornata Mondiale della Poesia. Mi piace ancora parlare di Poesia con un omaggio ad alcuni amici poeti, a partire da Chi è vissuto di Poesia con Poesia:
                                        
CRIS CHIAPPERINI

È morta la notte
con la voglia di giglio azzurro
Uno stilo di ghiaccio bruno
s’è rotto in cinque punte.
È morta sulle tre del mattino
e non suona ancora una campana

Si sono sfatte le ore son colate dalla torre
Ogni gallo di latta sull’asta s’è arrugginito
Un groviglio di fili s’è impastato
e non gira ancora un solo vento
Due polle d’olio liscio
gli occhi affatturati

Insonne pazzo
malato di poesia
- la tua libertà furibonda
com’è relativa -
non resisti a una notte di assenze
se non trema almeno un frullo d’ali

Aiuto perDio
Aiuto
che muoio d’asfissia

                                           Cris/O

In risposta a Cris, Maestro di Vita e di Poesia:

La parola perduta

Tra carte
che mi chiamano con insistenza
m’attardo
a rincorrere il tempo
per inanellare parole e farle ridere
A gettarmele alle spalle in fretta
mi affanno
In fretta in fretta
avanti un’altra e un’altra ancora
-         Ho paura che il tempo si fermi
che non mi lasci tempo -
Ancora ancora ancora…
Binari lungo campi di ginestre
e mandorli fioriti a fendere giorni
di carta e inchiostro e meraviglia
fino all’orizzonte che si sfinisce
agli occhi bambini spalancati
di prodigi
Come su rotaie corse di treni
E tu guardi dal finestrino l’ansia
di un addio
-         Tempo scaduto tempo d’andare
ma ci sono ancora parole da dire
           parole da ascoltare riannodare
           Parole da ricordare per ricordare
           per farsi ricordare forse - si spera
           si ha l’ardire e un cauto invito
           da riporre nel cestino delle attese -
Avevo in mente un verso ed è volato via
Forse la fine o l’inizio di un romanzo
Era con le ali la parola perduta
-         Tra le mani mille altre parole non mie -
Non l’ho afferrata la mia
Col rimorso di non averla ascoltata raccolta
coccolata (dono prezioso più di mille denari)
e come cosa inutile
                 l’ho lasciata andare
Come quel treno a vapore
che solo una volta passò una volta sola

(e del sogno sciupato mi lasciò il sapore…)

2 commenti: