martedì 6 ottobre 2020

5 ottobre 2020: Corrado De Benedittis, sindaco di Corato

Arriva un momento in cui silenzio è tradimento” e “È sempre il momento giusto per fare quello che è giusto“: queste le due frasi che più si identificano nel pensiero del Re Nero, Martin Luther King, assassinato a Memphis da James Earl Ray il 4 aprile del 1968. Una morte violenta per l’apostolo della non violenza, un tentativo inutile di chi pensava di poter far tacere la lotta per i diritti dell’uguaglianza tra bianchi e neri.

“I have a dream”: il suo inno al sogno e alla speranza.

Ho sognato un’onda di mare azzurra come il cielo riversarsi per le strade con rivoli luminosi a farsi fiumi e torrenti e cascate in congiunzione astrale e terrestre e unità di voli di bandiere e battimani. Ho sognato.

Poi, con il timore e l’ansia che ogni risveglio porta con sé, ho aperto gli occhi. E magicamente il sogno si è trasformato in realtà. Tra ali di folla osannante ecco l’uomo: commosso e forte, vulnerabile e coraggioso, sorpreso e determinato ad essere il sindaco di tutti e di ciascuno, senza distinzione di “razza, sesso, colore, religione”. Il sindaco del centro e delle periferie. Dei colti e degli analfabeti (anche di ritorno). Dei giovani, anziani, bambini. Dei cittadini e delle cittadine, come degli immigrati e delle immigrate. Di Corato, sua città d’appartenenza e del cuore.

Corrado De Benedittis (nomen omen).

L’uomo giusto al posto giusto. L’uomo della “rivoluzione gentile” e della “non violenza”, del rispetto e della solidarietà. L’uomo dei valori di ieri da rispettare e dei valori di oggi da salvaguardare. C’è un tempo per ogni cosa. Un tempo per aspettare e il tempo di agire. Qui e ora. E Corrado è uomo di pensiero e azione come un suo illustre predecessore. Molto dipende da lui. Tanto anche da tutti noi. Oltre l’esultanza, il sogno da tradurre in realtà. Come è già accaduto. Come accadrà ancora. Buon lavoro, Corrado!

“I have a dream”, ripetiamo allora tutti con forza il grido accorato e colmo di speranza   di Martin Luther King Jr. nel suo discorso del 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Gridiamolo anche noi con forza per sostenere Corrado nelle sue e nostre rivendicazioni perché sia una rinascita per Corato e per tutti.

Ho un sogno che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso del suo credo:

"Riteniamo queste verità di per sé stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali”. 
Ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni di schiavi potranno sedersi insieme a un tavolo di fratellanza.
Ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato desertico, 
con il caldo soffocante dell’ingiustizia e dell’oppressione, si trasformerà in un'oasi di libertà e di giustizia.
Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui essi saranno non giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere.

Ho un sogno oggi.
Ho un sogno che un giorno lo stato dell'Alabama, il cui governatore attualmente ha labbra gocciolanti parole come interposizione e annullamento, sarà trasformato in una comunità in cui i ragazzini neri e le bambine nere saranno in grado di unire le mani con i bambini bianchi e le bambine bianche e camminare insieme come fratelli e sorelle.
Ho un sogno oggi.
Ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani ei luoghi tortuosi  che la volontà può raddrizzare, e la gloria del Signore sarà rivelata, e tutti gli uomini potranno vederla insieme.