Nell’anno 1995, avemmo la fortuna, io e mio marito Primo Leone, in qualità di poeti e scrittori, di partecipare alla “Crociera della Cultura” sulla Nave Costa Crociere nelle acque del Mediterraneo, organizzata da una Testata giornalistica molto importante allora (<Donna Moderna>), in compagnia di Alberto Bevilacqua, Maria Rita Parsi, Ivan Graziani, Nino Frassica, i cantanti Sandro e Marcello, lo stilista e visagista Diego Dalla Palma (in compagnia di sua madre) e così via. Fu una esperienza meravigliosa che ci permise di fare amicizia disinteressata e sincera con tutti gli ospiti a bordo. Ebbene, in quei giorni feci due interviste importanti: una a Maria Rita Parsi, la grande Psicologa e Psicoterapeuta, scomparsa di recente, e l’altra allo scrittore Alberto Bevilacqua, con cui abbiamo conservato una bella amicizia fino alla sua morte.
Ripropongo oggi l’intervista
che feci a Maria Rita per renderle omaggio:
D. 1: Maria Rita Parsi:
la Donna, la Psicologa e Psicoterapeuta, la Giornalista e la Scrittrice. C’è
dicotomia tra i suoi vari volti e ruoli? Ce ne vuole parlare per aiutarci a
conoscerla meglio?
R. Non c’è dicotomia. Mi
considero una persona che per esprimere sé stessa utilizza il canale della
scrittura come terapia creativa. Per me, la terapia e la scrittura sono un
mezzo per conoscermi e affrontare i problemi più complessi della mia vita.
D. 2: Come riesce a
conciliare tutti questi ruoli e presumibilmente altri ancora?
R. Non sono ruoli
inconciliabili, sono le sponde, i contenitori all’interno dei quali faccio
fluire la mia vita.
D. 3: Cosa le offre di
più la collaborazione ad una Rivista come <Donna Moderna>?
R. Il contatto con le
donne. Finiti i tempi, in cui le mediazioni erano a livello di collettivi o di
partito, la collaborazione al giornale rimane un punto di riferimento per il
contatto più vivo con le donne.
D. 4: Le emozioni che
offre una professione come la sua, ma anche le preoccupazioni, cioè i problemi,
le delusioni e così via.
R. Responsabilità
enormi perché si lavora con la parte più intima della persona. Le
gratificazioni? Veder rinascere psicologicamente la persona. È come mettere al
mondo un bambino. Le delusioni fanno parte del mestiere. Le persone possono
anche non voler più continuare un percorso. Non esiste il narcisismo del
successo personale. Il successo non è del terapista.
D. 5: In genere, come
terapeuta, in chi riscontra più problemi: nell’uomo o nella donna? E quali sono
i problemi predominanti nell’uno o nell’altra?
R. Situazioni in crisi
nella stessa misura: la donna in crisi di crescita. Nell’uomo crisi di potere.
D. 6: Nella coppia che
non funziona, il divorzio è una soluzione o la soluzione?
R. La cosa che non
funziona è il divorzio. È un’atroce toppa. È complicatissimo. Occorre una
prevenzione.
D. 7: Chi è più sincero
nel “confessarsi” e in quali situazioni: nel rapporto diretto, in quello
mediato dalla Rivista, per telefono o altro?
R. Attraverso le
lettere. Non è questione di sesso, il problema è il transfert. È l’attenzione
dell’attenzione, come accade guardando la televisione.
D. 8: Riesce sempre a
suggerire soluzioni adeguate ai vari casi o ha dovuto registrare qualche
fallimento?
R. Tu fai tutto quello
che puoi. Alcune spontaneità non devono essere controllate. Errori di misura,
non di teoria. Successo della deontologia professionale.
D. 9: Maria Rita Parsi, psicologa di sé stessa:
come si legge?
R. Mi leggo in continuazione. Noi cambiamo in continuazione. Io sono in
continua crescita. Come allieva della vita. Che deve dire grazie a tanti
maestri senza mai inseguire il successo. Il vero successo è avere equilibrio
con sé stessi.
Grazie infinite, dottoressa Parsi, per la sua lezione di vita. Non la
dimenticheremo. Angela
Domani riporterò l’intervista allo scrittore Alberto Bevilacqua, per l’affetto che per anni abbiamo condiviso. Buona lettura. Grazie. Angela/lina