Qui di seguito è Cristina Maremonti, la responsabile principale di tutta la manifestazione che ogni anno ha la durata di due giorni all’inizio di luglio, che scrive le seguenti brevi parole:
Pubblico questo bellissimo
pensiero di una persona tanto sensibile, a me molto cara, Angela De Leo
"A BITLibri sempre ospiti speciali
FABIO MARIA SALVATORE"
Mia carissima Cristina, ho letto qualche giorno fa questa
notizia, che mi ha colpito molto, soprattutto per le parole poetiche di Fabio
Maria Salvatore, che tu hai riportato e che mi hanno fatto molto riflettere
sulle varie tematiche affrontate in tempi così difficili per tutti noi, e
crudeli per quanti non hanno trovato e non trovano accoglienza, comprensione e
una mano amica e solidale a sorreggerli, lungo il personale percorso
esistenziale. Fabio è davvero una persona eccezionale. Egli afferma senza esitazione:
"In un tempo in cui tutti cercano di prendere,
io sento dentro di me una chiamata diversa.
Donare".
È il primo ossimorico impegno: prendere/donare.
La prima parola indica il "possesso" e, quindi, il
"potere" che da esso deriva; la seconda è "donare", che
dilata il suo significato a comprendere innanzitutto "sé stesso",
dono immenso che si dilata a contenere il "tempo", il
"denaro", la "presenza fisica", che sottintende la
"cura". Il prendersi cura dell'altro da sé richiede, infatti, tempo,
presenza, energie fisiche, psicologiche, spirituali, spese in più, pazienza,
tenerezza, empatia.
Di qui, il "Donare ascolto
in un mondo che parla troppo
e ascolta sempre meno".
E, per "ascoltare", occorre fare silenzio dentro e
fuori di noi. Solo così possiamo realizzare il vero ascolto, che è fatto anche
di attesa, di tempo, di pazienza, di perspicacia, di ricerca e scoperta
dell'altro, dei suoi bisogni reali e dei suoi sogni da inseguire per poterli
trasformare in progetti di vita...
Qui Fabio si ferma per confessare che il suo amore per gli
altri nasce dall'aver fatto esperienza in prima persona di tutto quanto avrebbe
voluto e che nessuno gli ha mai dato. A partire dall'ascolto, appunto. Tutti
gli altri "vuoti" ne sono la logica conseguenza:
"So cosa significa
attraversare stanze piene di persone
e sentirsi comunque solo".
Ecco, allora, affiorare anche il
tema della solitudine. Una solitudine voluta o subita. La prima ci dà modo di
pensare, riflettere, leggere un libro, sottolineare le parti per noi più
salienti, quelle che ci riflettono come specchi per farci scoprire tutto quanto
siamo realmente e quanto di noi viene ribaltato per non dare di noi la
percezione reale di quello che siamo. Louis Borges e la sua Teoria degli Specchi,
da lui stesso modificata nella Teoria del Prisma, che offre molte più
sfaccettature della nostra personalità (Walt Whitman e il suo essere abitato
dal "molteplice", il più delle volte in molteplici contraddizioni che
meglio ci definiscono). E qui non posso fare a meno di ricordare la nostra
amatissima Letizia Cobaltini e il
suo Libro uno e molteplice "DIRE
FARE BACIARE - mondi canti parole - pubblicato dalla SECOP edizioni
(Corato-Bari) nel 2023.
Non a caso, scrissi del suo Libro
magico: "... cammino meraviglioso e inquietante delle parole, delle
immagini, dei segni, dei colori, delle metafore. Sono 'passaggi/paesaggi tra
natura, anima e incanti, che penetrano nel cuore e ne fanno musica, sinfonia,
ritmo pulsante o lento alla ricerca della leggerezza che si innuvola
nell'ardito azzurro/indaco/cobalto del cielo. E mai nome e cognome furono più
appropriati e connotativi di questo respiro d'azzurro che, a
ventaglio/arcobaleno, diventa patrimonio di "qualcosa" a comprendere
"tentativi e trappole", "attenzione e intermittenza",
prodigio di "foglie d'oro". Fino a raggiungere la
"Bellezza", figlia della luna, affascinata essa stessa dalla luce
lunare che sfiora "contrade", "galleggia" sullo specchio
incantato di un mare che attende il richiamo del suo "Faro" per farsi
onda e conchiglia. Approdo e origine di ogni nuovo viaggio al richiamo di vele
e sirene...". (p. 93)
Tutto questo mi riporta inevitabilmente all'affermazione di Fabio
Maria Salvatore sulla sua "missione": salvare! E mai nome e cognome
furono più appropriati. Fabio, infatti, viene tradotto dal latino anche come
"coltivatore", "uomo dei campi", aduso alla paziente fatica
in attesa di un buon raccolto. Maria è il nome della Vergine, e per noi
cristiani, fonte di ogni salvezza. Salvatore è la conferma di tale salvezza.
Anche o soprattutto attraverso lo "sguardo", la cui Teoria (da Platone a Galimberti, passando per Sartre
e Lacan con Recalcati) è davvero affascinante. Perché significa
"vedere" l'altro e ciò comporta la possibilità di aiutarlo e, dunque,
salvarlo. Perché in quello sguardo c'è tutto l'Amore possibile, in dare e
rivevere. E la nostra Cristina Maremonti, anche lei con un cognome connotativo,
puntualizzando tutto questo, ha fatto a tutti noi, che la seguiamo con tanto
affetto, il dono del suo stesso cuore, che è uno scrigno prezioso di Amore per
gli altri... come noi tutti sappiamo bene! Grazie,
Cristina! Grazie, Letizia! Grazie, Fabio!
Ma non finisce qui. Desidero continuare in questo racconto,
fatto di tante riflessioni, anche il racconto di altri Autori delle bellissime
serate. Per esempio, molto importante è parlare della costante presenza di Piero Meli, quest’anno accompagnato
dalla sua amatissima Cinzia Cognetti,
Autrice di un libro che sta già appassionando numerosi lettori in Italia e all’estero.
Ma ecco in sintesi alcune sue parole: <Le comunità si riconoscono da una
cosa semplice: tornano. Tornano per ascoltare, per ritrovarsi, per condividere.
E ogni estate BITLIBRI dimostra che la cultura può anche essere un luogo in cui
ci si sente a casa. Ieri sera è accaduta di nuovo la magia. Una piazza piena di
persone, amici che si ritrovano, autori che si fermano a parlare tra loro, i
sorrisi dietro le quinte, le fotografie rubate, gli abbracci, le dediche, le conversazioni
che continuano molto dopo l’abbraccio finale. In un tempo in cui tutto corre,
ritrovarsi per ascoltare una storia è già un piccolo gesto rivoluzionario.
Grazie a Cristina Maremonti e a tutta la squadra di BITLIBRI
per aver costruito, anno dopo anno, una vera casa della cultura…>.
I suoi ringraziamenti sono tanti e combaciano in larga
misura anche con i miei, anche se quest’anno purtroppo non mi è stato possibile
essere presente per altri impegni presi in precedenza, ma da lontano e col
cuore ho seguito alcuni interventi molto interessanti.
Come non citare la mia carissima Federica Nolasco e Serena
Manieri, che hanno condotto con grande professionalità e competenza le
dirette. Come non citare il bravissimo e onnipresente fotografo Marco de Giosa per i suoi innumerevoli
book fotografici dentro e fuori la scena. Come non raccontare della mia
carissima Letizia Cobaltini, che ho citato in precedenza. Come non ricordare con nostalgia la Bellezza del Castello Baronale di
Bitritto, che quest’anno ospita anche una Mostra fotografica collettiva da
suggestivo titolo “AMARA TERRA MIA”, che tanto mi ricorda una splendida canzone
del nostro indimenticabile e indimenticato Domenico Modugno.
Concludo con grande piacere e nostalgia, riportando ancora
una volta quanto scritto dal nostro bravissimo Piero Meli:<L’obiettivo
fotografico smette di inseguire solo geometrie di luci per catturare la verità
e l’energia del mondo reale. Attraverso gli scatti degli artisti coinvolti, la
mostra diventa un affascinante viaggio visivo nell’anima profonda del Sud - da quello
italiano alle latitudini d’Europa e del Mondo. “Amara terra mia” non è un grido
di rassegnazione, ma una fiera dichiarazione d’amore e di appartenenza. “Se la terra
è amara, la solidarietà è energia vitale con cui scegliamo, insieme, di
renderla di nuovo fertile”…>.
E naturalmente Piero è tra i fotografi espositori. E lo fa
sempre con Poesia.
A tutti voi che avete la pazienza di leggermi anche con
questo sole cocente, la mia gratitudine, il mio cuore. Angela/lina