E, poi, voglio farti dono, figlia mia, della poesia "Autunno romano", un ricordo di venti anni fa, ma ancora oggi valido per augurarti un nuovo compleanno che sa di quasi estate, per il cuore che non dimentica...
"Sfrecciamo nel tempo di Roma
con le labbra di sole e di fiele
nel riverbero di un finestrino
d'autobus che ci esclude al mondo.
Roma è un segno d'intesa e di paura
nei nostri occhi colmi di tramonto.
Al cono d'ombra di ore bruciate
tra denti rostrati di rabbia
affiora d'ombra il tuo nome
(corse affannate per afferrare
nell'angolo di ogni pena
il tuo dolore).
Naviga alla deriva dei tuoi
occhi-oceano
il giorno sconfinato di stanche attese
che sgomentano un cielo stanco
di piogge ignaro d'ogni altro sgomento
tra quotidiani petali di rose in dono.
C'inventiamo un sorriso di ritorni
(ha un vuoto di passi la casa
da colmare)
e progettiamo (per farci compagnia)
una tenerezza di parole
(da dire da ascoltare)
nella solitudine di un Autunno romano
che sa di sale...
Oltre la pioggia in una fuga di cielo
contro i vetri appannati
- rosse le nuvole vinte dalla sera -
ci sorprende la luna che annoda
i tuoi lunghi capelli al nuovo giorno
per farne arcobaleno.
Assente d'improvviso ogni dolore.
Ti ridono gli occhi che sanno
il tuo cuore navigante
(pirata-timoniere)
su mari di smeraldo tra rive intense
di sogni affioranti all'orizzonte.
Domani i tuoi anni giovani
avranno passi di danza in salita
lungo le tracce collinari e impervie
della tua Roma capricciosa
complice di ogni disegno più segreto
(a casa colmeremo vasi di cristallo
con i tuoi bene augurali fiori)
da: "il gelso e le rose" di
angela de leo,
SECOP edizioni, Corato-Bari)
E
così sono giunta alla fine di questo compleanno da Ombretta vissuto ieri e da
me inneggiato perché è l’unica cosa che so più o meno fare, diciamo che amo
fare. Ma c’è ancora qualcosa da aggiungere prima di concludere questa seconda
parte. E riguarda quello che Ombretta è oggi, visto che ho cominciato ieri dal
1970, anno in cui è nata. Ebbene, oggi Ombretta è una bravissima “fumettara” o “fumettista”
che dir si voglia, autrice di apprezzati cartelloni pubblicitari in Roma, ma è
anche, a scuola, organizzatrice con e per i suoi alunni di musical famosi e da
lei adattati o scritti completamente da lei. In realtà, tutti i miei quattro
figli hanno ereditato dagli antenati la dote meravigliosa della creatività in
vari ambiti e soprattutto nella scrittura con musicalità, stili e timbri
diversi che non confliggono ma si completano. Certo, ogni essere umano,
ciascuno a modo suo, è un creativo, altrimenti non potrebbe dare un senso alla
propria vita, ma ciascuno poi si realizza in uno o più ambiti, secondo le
proprie inclinazioni, i talenti ricevuti. Ma è anche, o soprattutto, narrazione
di sé e degli altri, senza magari averne consapevolezza.
Ma,
nella nostra casa, la creatività, come ho detto prima, ha radici lontane. Abbiamo
avuto in primis un nonno affabulatore che ci ha insegnato anche la gioia di
vivere e di essere insieme con umiltà e fiducia in noi stessi e negli altri. La
nostra antica casa era la casa di tutti e di ciascuno. E in tutto questo ci
ritroviamo, quasi per magia, anche tutti noi fratelli e sorelle: ciascuno è un
creativo in ambiti diversi e soprattutto nella scrittura.
Per
i miei figli, infine, occorre ricordare l’incidenza della genialità e della
cultura paterna a trecentosessanta. Primo Leone è stato un creativo per
eccellenza. Ne fanno fede i suoi quadri, i suoi scritti, i suoi format
radiofonici e televisivi, le sue sculture…
Ombretta ha di suo una autoironia che utilizza
con molta sagacia nel raccontare le sue storie vissute e riproposte in maniera
insolita, divertente, ridanciana, multimediale. Una sua filosofia di vita,
tutta da scoprire perché fa bene alla salute: ridere… Dalla sua penna è nato,
infatti, qualche anno fa il Libro L’abbondanza
del cappero (FOS Edizioni, Corato-Bari 2023), presentato al Salone del
Libro di Torino, a Roma, in Sardegna, a Bitonto e a Monopoli, in una serata
fantastica, realizzata grazie a Rosi Brescia, che lo scelse come emblema della
risata e del buonumore a trecentosessanta gradi. Non a caso, l’Autrice, sul
retro-copertina conclude: “… Un sorriso e una risata puoi anche incartarli e
regalarli a chi nella tua vita ha un posto importante… così importante da
fargli dono della parte più bella di te…”. E non è escluso che abbia un seguito,
anzi ci sta già pensando con nuove mirabolanti dis-avventure!
A
me non resta che dirvi grazie, Grata sempre a chi mi legge e ride e soffre con
me. La vostra Angela/lina
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