mercoledì 8 luglio 2026

Mercoledì 8 luglio 2026: AL BITLIBRI DI BITRITTO (BARI) OSPITI SEMPRE NUOVI, DIVERSI E SPECIALI...

Qui di seguito è Cristina Maremonti, la responsabile principale di tutta la manifestazione che ogni anno ha la durata di due giorni all’inizio di luglio, che scrive le seguenti brevi parole:

Pubblico questo bellissimo pensiero di una persona tanto sensibile, a me molto cara, Angela De Leo

"A BITLibri sempre ospiti speciali

FABIO MARIA SALVATORE"

Mia carissima Cristina, ho letto qualche giorno fa questa notizia, che mi ha colpito molto, soprattutto per le parole poetiche di Fabio Maria Salvatore, che tu hai riportato e che mi hanno fatto molto riflettere sulle varie tematiche affrontate in tempi così difficili per tutti noi, e crudeli per quanti non hanno trovato e non trovano accoglienza, comprensione e una mano amica e solidale a sorreggerli, lungo il personale percorso esistenziale. Fabio è davvero una persona eccezionale. Egli afferma senza esitazione:

"In un tempo in cui tutti cercano di prendere,

io sento dentro di me una chiamata diversa.

Donare".

È il primo ossimorico impegno: prendere/donare.

La prima parola indica il "possesso" e, quindi, il "potere" che da esso deriva; la seconda è "donare", che dilata il suo significato a comprendere innanzitutto "sé stesso", dono immenso che si dilata a contenere il "tempo", il "denaro", la "presenza fisica", che sottintende la "cura". Il prendersi cura dell'altro da sé richiede, infatti, tempo, presenza, energie fisiche, psicologiche, spirituali, spese in più, pazienza, tenerezza, empatia.

Di qui, il "Donare ascolto

in un mondo che parla troppo

e ascolta sempre meno".

E, per "ascoltare", occorre fare silenzio dentro e fuori di noi. Solo così possiamo realizzare il vero ascolto, che è fatto anche di attesa, di tempo, di pazienza, di perspicacia, di ricerca e scoperta dell'altro, dei suoi bisogni reali e dei suoi sogni da inseguire per poterli trasformare in progetti di vita...

Qui Fabio si ferma per confessare che il suo amore per gli altri nasce dall'aver fatto esperienza in prima persona di tutto quanto avrebbe voluto e che nessuno gli ha mai dato. A partire dall'ascolto, appunto. Tutti gli altri "vuoti" ne sono la logica conseguenza:

"So cosa significa

attraversare stanze piene di persone

e sentirsi comunque solo".

Ecco, allora, affiorare anche il tema della solitudine. Una solitudine voluta o subita. La prima ci dà modo di pensare, riflettere, leggere un libro, sottolineare le parti per noi più salienti, quelle che ci riflettono come specchi per farci scoprire tutto quanto siamo realmente e quanto di noi viene ribaltato per non dare di noi la percezione reale di quello che siamo. Louis Borges e la sua Teoria degli Specchi, da lui stesso modificata nella Teoria del Prisma, che offre molte più sfaccettature della nostra personalità (Walt Whitman e il suo essere abitato dal "molteplice", il più delle volte in molteplici contraddizioni che meglio ci definiscono). E qui non posso fare a meno di ricordare la nostra amatissima Letizia Cobaltini e il suo Libro uno e molteplice "DIRE FARE BACIARE - mondi canti parole - pubblicato dalla SECOP edizioni (Corato-Bari) nel 2023.

Non a caso, scrissi del suo Libro magico: "... cammino meraviglioso e inquietante delle parole, delle immagini, dei segni, dei colori, delle metafore. Sono 'passaggi/paesaggi tra natura, anima e incanti, che penetrano nel cuore e ne fanno musica, sinfonia, ritmo pulsante o lento alla ricerca della leggerezza che si innuvola nell'ardito azzurro/indaco/cobalto del cielo. E mai nome e cognome furono più appropriati e connotativi di questo respiro d'azzurro che, a ventaglio/arcobaleno, diventa patrimonio di "qualcosa" a comprendere "tentativi e trappole", "attenzione e intermittenza", prodigio di "foglie d'oro". Fino a raggiungere la "Bellezza", figlia della luna, affascinata essa stessa dalla luce lunare che sfiora "contrade", "galleggia" sullo specchio incantato di un mare che attende il richiamo del suo "Faro" per farsi onda e conchiglia. Approdo e origine di ogni nuovo viaggio al richiamo di vele e sirene...". (p. 93)

Tutto questo mi riporta inevitabilmente all'affermazione di Fabio Maria Salvatore sulla sua "missione": salvare! E mai nome e cognome furono più appropriati. Fabio, infatti, viene tradotto dal latino anche come "coltivatore", "uomo dei campi", aduso alla paziente fatica in attesa di un buon raccolto. Maria è il nome della Vergine, e per noi cristiani, fonte di ogni salvezza. Salvatore è la conferma di tale salvezza. Anche o soprattutto attraverso lo "sguardo", la cui Teoria (da Platone a Galimberti, passando per Sartre e Lacan con Recalcati) è davvero affascinante. Perché significa "vedere" l'altro e ciò comporta la possibilità di aiutarlo e, dunque, salvarlo. Perché in quello sguardo c'è tutto l'Amore possibile, in dare e rivevere. E la nostra Cristina Maremonti, anche lei con un cognome connotativo, puntualizzando tutto questo, ha fatto a tutti noi, che la seguiamo con tanto affetto, il dono del suo stesso cuore, che è uno scrigno prezioso di Amore per gli altri... come noi tutti sappiamo bene! Grazie, Cristina! Grazie, Letizia! Grazie, Fabio!

Ma non finisce qui. Desidero continuare in questo racconto, fatto di tante riflessioni, anche il racconto di altri Autori delle bellissime serate. Per esempio, molto importante è parlare della costante presenza di Piero Meli, quest’anno accompagnato dalla sua amatissima Cinzia Cognetti, Autrice di un libro che sta già appassionando numerosi lettori in Italia e all’estero. Ma ecco in sintesi alcune sue parole: <Le comunità si riconoscono da una cosa semplice: tornano. Tornano per ascoltare, per ritrovarsi, per condividere. E ogni estate BITLIBRI dimostra che la cultura può anche essere un luogo in cui ci si sente a casa. Ieri sera è accaduta di nuovo la magia. Una piazza piena di persone, amici che si ritrovano, autori che si fermano a parlare tra loro, i sorrisi dietro le quinte, le fotografie rubate, gli abbracci, le dediche, le conversazioni che continuano molto dopo l’abbraccio finale. In un tempo in cui tutto corre, ritrovarsi per ascoltare una storia è già un piccolo gesto rivoluzionario.

Grazie a Cristina Maremonti e a tutta la squadra di BITLIBRI per aver costruito, anno dopo anno, una vera casa della cultura…>.

I suoi ringraziamenti sono tanti e combaciano in larga misura anche con i miei, anche se quest’anno purtroppo non mi è stato possibile essere presente per altri impegni presi in precedenza, ma da lontano e col cuore ho seguito alcuni interventi molto interessanti.

Come non citare la mia carissima Federica Nolasco e Serena Manieri, che hanno condotto con grande professionalità e competenza le dirette. Come non citare il bravissimo e onnipresente fotografo Marco de Giosa per i suoi innumerevoli book fotografici dentro e fuori la scena. Come non raccontare della mia carissima Letizia Cobaltini, che ho citato in precedenza. Come non ricordare con nostalgia la Bellezza del Castello Baronale di Bitritto, che quest’anno ospita anche una Mostra fotografica collettiva da suggestivo titolo “AMARA TERRA MIA”, che tanto mi ricorda una splendida canzone del nostro indimenticabile e indimenticato Domenico Modugno.

Concludo con grande piacere e nostalgia, riportando ancora una volta quanto scritto dal nostro bravissimo Piero Meli:<L’obiettivo fotografico smette di inseguire solo geometrie di luci per catturare la verità e l’energia del mondo reale. Attraverso gli scatti degli artisti coinvolti, la mostra diventa un affascinante viaggio visivo nell’anima profonda del Sud - da quello italiano alle latitudini d’Europa e del Mondo. “Amara terra mia” non è un grido di rassegnazione, ma una fiera dichiarazione d’amore e di appartenenza. “Se la terra è amara, la solidarietà è energia vitale con cui scegliamo, insieme, di renderla di nuovo fertile”…>.

E naturalmente Piero è tra i fotografi espositori. E lo fa sempre con Poesia.

A tutti voi che avete la pazienza di leggermi anche con questo sole cocente, la mia gratitudine, il mio cuore. Angela/lina

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