mercoledì 1 aprile 2026

Mercoledì 1° aprile 2026: CANTI PER MIA MADRE e una LETTERA... (1° aprile 2001 - 1° aprile 2025)

Tu sei la Fonte

di ogni altro Amore

        (Lina)

PER TE, MAMMA, una lettera e non solo…

Non so perché, ma ultimamente amo scrivere lettere. Le sento più intime, più calde, più vere. E sento la necessità di farlo oggi perché venticinque anni fa sei volata tra le stelle. E io non potrò mai più sorridere per uno scherzo che tanti anni addietro eravamo soliti fare per il 1° aprile. Lo so, "La vita è un imperativo assoluto al quale nessuno deve sottrarsi", come mi suggerisce Carl Jung, ma è così difficile viverla senza il tuo sorriso. Ogni giorno ti dedico un pensiero d'amore e una preghiera anche se non so più pregare, non oso più pregare. Pure ogni notte guardo una stellina che improvvisamente si accende nel cielo e mi sento ancora figlia. E ti parlo di noi due. Del nostro primo incontro. Dei nostri incontri sempre più rari. Della tua perenne attesa di un mio ritorno nella tua casa ormai non più mia. Ti parlo come mai ti ho parlato. E sento la tua carezza a lenire rimpianto e tormento. E riprendo a vivere. Rinasco alla tua vita di ieri. E tu rinasci alla mia vita di oggi. Anche oggi, come ogni giorno...

<Ricordi d’infanzia: Mia madre è una regina da incontrare una volta all’anno, durante le vacanze, ma tanto basta per sentirmi fiera di lei. Lei bella, lei allegra, lei buona, lei amica, lei diva.

Metteva sul viso una cipria di sogno <Velluto di Hollywood> e la circondava un alone magico e fresco di Eau de Cologne <Jean Marie Farina di Roger & Gallet> (A. De Leo, ANCORA UN FIORE, 1982)>… Lina

EBBI CANTO TRA LE BRACCIA DI MIA MADRE

Nacquero papaveri e gelsomini

nel giardino d’ogni incanto

con i laghetti che ridevano di secchi

colmi d’acqua in cui si specchiava il cielo

fiorito di primavera e stelle mattutine.

Io ebbi canto nelle braccia di mia madre

prima che il tramonto incendiasse la sera

e l’usignolo avesse voce di violino

in gara con i grilli sul balcone.

Il nonno piantò un ramo di rose

di preghiera la nonna riempì

le ombre della sua malinconia.

Nelle loro mani la mia prima alba

in fuga verso la chiesa e campane a festa

ad accogliere il mio vagito alla fonte di ogni delizia...

(ma grandi i miei occhi negli occhi grandi

  di mia madre al canto che sorrise

              al nuovo giorno)

EBBRE RISATE

 ebbre risate colme di noi alle sere dei calici levati

in un incontro di lune

(indomita adolescenza

           Eterna

 tra i nostri pensieri

 annodati di progetti e di stelle)

d’uva e di miele di canti e di parole

e… granelli di mare…

sogni di rose senza spine

sul margine insalutato del giorno.

E mani di vino e di preghiera

e un ricordo dorato l’autunno

in un cortile di voci di rose di gelsi

di grappoli d’uva.

I tini danzavano tra piedi nudi

e occhi colmi di sole

(zuccherine le bocche dei bimbi rosse

di mosto antico come una favola…

caldo il pane sfornato alle quattro del mattino).

Tra ceste e canzoni e una festa di pampini

fresche le nostre parole

danzanti tra i muri, sospese sui rami

per conservarne il ricordo… echi d’infanzia…

E tra le voci d’autunno una voce d’estate:

voce di mia madre tra voci d’infanzia.

Le conto ad una ad una… pareggiano il conto delle stelle.

                E delle stelle hanno un muto richiamo

                un passare lento al soffio di un mistero grande

                           profondo quanto il silenzio

                (non c’è stato mai il silenzio del cuore)  

  LA DANZA DEGLI ARCOBALENI

Esplodono arcobaleni alla danza

di nuove ore d’amore che disegnano capriole

di peschi e rami turchini come i capelli della fata

mai dimenticata.

Hanno voce d’arpa i miei diciotto anni

e mille canzoni: “come te non c’è nessuno”,

“nessuno ti giuro nessuno, nemmeno il destino

ci può separare”, “ciao, ciao, bambina”,

“credo che un sogno così non ritorni mai più”.

Domenico Modugno il mio idolo

e idolo di mia madre. Lo ascoltiamo insieme

mentre lei ascolta il mio cuore

e sa del mio amore per il ragazzo occhi

innamorati e promesse da realizzare in due.

(e di arcobaleni festosi si colorava il nostro sorriso).

IN UN SOLO ISTANTE

Fu tutto in un istante

il dirsi arrivederci ed era addio

in quel presentimento

che mai m’abbandona.

E fissa momenti

in cui tutto accade ed è eternità.

I tuoi occhi a cercarmi a metà gola

col nodo al dito per lasciarmi andare

e ritornare lungo la strada della mia casa

e baciare il tuo volto per levigare un pensiero

più di una ferita,

ed esorcizzare il tempo che esonda tra le dita

e si fa pena di ogni nuova sconfitta.

Il mio lasciarti andare come pegno di rose

dimenticato e la mia poesia sfilacciata di spine.

Domani sarai pioggia di parole inascoltate

e coriandoli tristi di giorni inebetiti…

Il silenzio nella casa abbandonata.

Il filo di luce che mi lanciavi

con l’anima trafitta

ad ogni passo su sentieri di rovi

che percorrevo

nel rincorrerti per non lasciarti andare.

Oggi ritorno da te con i miei passi stanchi

con scarpe rotte e tasche bucate

in cui infilai speranze stropicciate

un pianto deluso a solcarmi il viso

e la tua ansia di andare al riparo dal dolore

dove è più adeguato il tempo del sorriso.

Ti lasciai in tenere mani, ma fu il silenzio

a strozzarmi il cuore

senza una goccia di sangue

a lasciarmi viva…

Se guerriera vincente tu a cercare il Signore

o vinta io diedi le braccia

a rassegnate catene di perdente

senza più orizzonti

dove poterti incontrare.

Ma sarà il mio pegno di rose dimenticato

sotto lo zerbino della tua casa

per fare a te ritorno senza chiedere le chiavi

o il permesso di entrare

con la mia poesia sfilacciata di spine.

Sarà pioggia di parole rimandate

- coriandoli tristi di giorni inebetiti

  dal silenzio del luogo delle attese

       filo di luce che ci lanciavi

          con l’anima trafitta

ad ogni passo su sentieri di rovi

             che percorrevi

e il nostro rincorrerti

          per non lasciarti andare -

al rimpianto che mi vince

 accendi sul cortile la veranda

 non lasciarmi guardare il vuoto

 della tua luce venuta a mancare…

 (e mi scopro il volto impolverato di anni

  lunghi più dei tuoi in questi anni lunghi

  aggrappati alla tua ultima sera

    Faro Onda Conchiglia Sussurro Sei

            mia eterna Primavera                

    perché io non ti ho mai lasciata andare).

 Sei qui nel mio cuore sempre!

  

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