giovedì 23 aprile 2026

Giovedì 23 aprile 2026: Giornata Mondiale del Libro – “L’ALBERO FRANTUMATO” di GERMAN ROJAS…



Lo scrittore latino-americano del Guatemala Miguel Angel Asturias ha scritto: “Noi uomini abbiamo un occhio di carne e un occhio di vetro. Il primo per guardare e il secondo per sognare”. Mi piace immensamente l’occhio di vetro per continuare a guardare il mondo che ci circonda, e il secondo occhio per sognare, soprattutto con il Libro L’ALBERO FRAMMENTATO del grande Poeta e Scrittore cileno Germàn Rojas. Fresco di stampa (è stato pubblicato in Italia, in versione bilingue, italiano e spagnolo, dall’Editore Peppino Piacente della SECOP edizioni) è un Libro denso di emozioni perché racchiude in tutte le sue pagine la storia dell’“incontro dell’autore con sé stesso, nella misura in cui il ritorno tanto vagheggiato in una patria libera e accogliente è attualmente una realtà consolidata e appagante. Il nuovo Poema, infatti, rappresenta il suo redo e la sua forza, come uomo e come poeta, in una fusione totale delle due identità. Il suo riconoscersi poeta d’amore e uomo di pace. La sua morte e la sua resurrezione infinite volte: ogni volta che l’artiglio della distanza e della nostalgia gli ha squarciato il cuore e ogni volta che un volto amico, una voce cara perduta e ritrovata, una mano tesa lo hanno aiutato a rinascere. Di qui la giusta definizione del titolo del nuovo Poema: L’ALBERO FRAMMENTATO (Retro-copertina con la firma di Angela De Leo).

E, a questo proposito, ecco alcuni miei versi che dedico subito a Germàn, mio prezioso amico di una vita: “All’alba un sogno tra visione e realtà/ a colmarmi di bianco e incredulità/ nella brina luminosa del mattino/ e silenzio protetto/ dallo scialle antico della casa. Mi abbraccia il tuo sorriso colmo di Luce/ che si fa incontro, calore, tenerezza./ Tremo di gratitudine e di sorpresa/ alla tua carezza che sa di cieli lontani,/ eppure vicini/ come i nostri occhi complici d’amore e di amicizia,/ mai dimenticata.// (domani andrai via/ e io accenderò per te/ lampade votive/ di Coraggio e di Speranza/ per Ri-Nascere insieme/ in un mondo di Pace).

Un tempo lontano nel tempo sono andata più volte sulla “nave dei Libri” a Barcellona per vivere lungo la Rambla il dono di un Libro in cambio di una Rosa, con letture di poesie nostre e degli altri poeti e ci vestivamo di gioia per ogni incontro e di allegria per la leggenda leggendaria di San Giorgio e il Drago; oggi in dono, virtualmente, porto questo Libro non più a Barcellona, ma nel mio cuore, “dove nessuna croce manca” (Ungaretti), perché ogni dolore condiviso e germe di solidarietà e di incontri con gli altri che sono pur sempre nostri fratelli sotto un unico cielo che ci vede nascere e morire. Del resto Germàn, Germano, significa, nella nostra lingua di derivazione latina, “Fratello”. Nato dagli stessi genitori o  doppiamente amico. E tu, già nella prima pagina dedichi il tuo Poema ai tuoi “moschettieri più cari, Marisol e i tuoi figli, Sebastiàn e Maria Jose” e subito dopo ai tuoi tantissimi amici: “cileni, francesi, norvegesi e italiani, che hanno reso più lievi i miei anni di esilio”. E ogni dedica significa una presenza, un ricordo grato. Ecco, questo Libro è segno tangibile di Amicizia e di Gratitudine, che va ben oltre la Riconoscenza. Quest’ultima si ferma all’elenco dei doni ricevuti dagli altri da ricambiare prima o poi; la prima significa, invece, penetrare nel profondo della propria anima per scoprire l’anima dell’altro/a e rimanergli fedele per sempre. Primo compagno a cui tu rimani fedele per gratitudine è il Poeta Neruda, che hai avuto la fortuna di conoscere personalmente, frequentando la sua casa come discepolo e come amico. Ma c’è di più: i libri di Pablo Neruda ti hanno fatto compagnia durante gli anni del tuo esilio nei tanti Paesi europei, in cui hai soggiornato tuo malgrado, ma sentendo, per nostra fortuna, l’Italia come tua seconda Patria (vedi p. 13). Nella tua Silloge poetica, inoltre, incontriamo la Solidarietà, la Tenerezza, il rammarico per i tuoi figli, costretti a vivere i disagi dei loro genitori in esilio forzato. Il tuo enorme dolore per la loro sofferenza materiale e psicologica. Ma hai consapevolezza che ci sono dolori più grandi, da cui è quasi impossibile ri-nascere: quello dei genitori, e soprattutto delle madri, costretti a seppellire i propri figli, mentre dovrebbe sempre accadere il contrario.
Intanto, vorrei precisare la forte portata emotiva della tua poesia "La finestra prigioniera", che vediamo in copertina. Sei tu prigioniero dietro le sbarre di quella tua finestra, dove ogni giorno veniva a posarsi un passerotto andino, dagli occhi umani per farti compagnia, chiacchierando con te, con comprensione e dolcezza, della libertà a te negata e da te tanto agognata. Altra grande emozione ci regali con le tue "campane", mai ascoltate prima, quando la vita ti sorrideva ed eri distratto da tante altre passioni del cuore e della mente, mentre appena libero hai imparato ad ascoltarle di buon mattino quando ti risvegliano al sole e alla vita. ma potrei continuare all'infinito...  
Ti confesso, allora, che in questa settimana trascorsa con noi, abbiamo ogni giorno presentato il tuo Libro, dove è stato possibile farlo, ed è stato un tour de force di straordinaria bellezza perché fatto col cuore e corrisposto col cuore dai tanti amici venuti per incontrarti, per ascoltarti, per applaudirti. Noi ce la stiamo mettendo tutta per far conoscere il tuo Libro anche ai lettori di questi nostri paesi attraversati. E i lettori si innamoreranno di questa tua nuova Silloge poetica, come è capitato a noi: a Raffaella Leone che ha coordinato gli incontri; a Luisa Varesano, che ne ha curato la traduzione in lingua italiana dallo spagnolo; a me, che ne ho curato le Tracce conclusive; a Luigi Basile, che ha dipinto, seguendo il Testo, un quadro meraviglioso, che il nostro Graphic Designer editoriale, Nicola Piacente, ha riportato come suggestiva copertina.
E mi piace chiudere con alcuni stralci delle mie parole conclusive: “… la poesia di Germàn Rojas è da sempre stata, e oggi più che mai, un’emozione. Volo di lacrime e tenerezza. Esplosione d’amore e fede certa nei suoi cari, da Marisol ai suoi figli. Guscio immenso a contenere la forza fragile di un uomo, il suo coraggio di poeta che canta il nero del carcere e dell’esilio e il verde e il giallo solare delle terre andine del suo amatissimo Cile. Orizzonte di terra promessa. Sogno dimenticato e ritrovato. Realtà attesa. (…). E, anche qui, scopriamo una sezione (L’incanto della tua Teoria - Per il poeta italiano Nico Mori, come schiuma di mare, una sera d’estate a Roma -) in cui i versi sono dedicati da Germàn Rojas a Nico, volato tra le stelle oltre quattro anni fa e a cui ricorda, con immutato affetto, in maniera nitida e precisa, tutta la sua storia eroica, dal mezzogiorno dell’11 settembre del 1973, giorno del golpe di Pinochet contro Salvador Allende, legittimo presidente socialista del Cile, alla sua deportazione nel centro di tortura di Antofagasta, dove subì ogni sorta di disumana violenza, da cui venne fuori solo per essere mandato in esilio. Si rifugiò dapprima in Norvegia, poi in Francia e infine in Italia, a Roma, ‘ trovando lavoro presso la FAO’, con accanto la ‘splendida Marisol e i loro due bambini’. In un anno di torture e di esilio Germàn scrisse i versi di Maria-Maria, che prenderanno il volto di una silloge d’amore che ancora oggi commuove e incanta. Il resto è storia: Bari, il ‘Premio Bodini’, il nostro incontro. Il suo agognato ritorno in Cile. (…). Di Germàn Rojas, della sua poesia, del suo canto e del suo incanto, rimarrà tutto questo e molto altro ancora: ‘Venite con me/ io vi darò tutto/ vi darò tutto quello che ho:/ solo un pezzo del mio cieli,/ che attraversa da Nord a Sud/ il mio Cile e i miei sogni’”.

Grazie, Germàn, per tutto questo. E… arrivederci ancora.

E grata sempre a tutti voi… Angela/lina

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