lunedì 25 marzo 2024

Lunedì 25 marzo 2024: "... PRIMAVERA D'INTORNO/BRILLA NELL'ARIA, E PER LI CAMPI ESULTA,..." ...

Primavera d’intorno/ brilla nell’aria, e per li campi esulti,/ sì ch’a mirarla intenerisce il core./ Odi spur festeggiando il lor tempo migliore… (da G. Leopardi, “Il passero solitario”)

E oggi mi sembra giusto festeggiare questa primavera che d’un colpo è esplosa con i peschi in fiore, con le corolle diafane di mandorli e albicocchi, col giallo squillante delle gaggìe, mimose e gerbere, con le primule viola e i nontiscordardime turchini, con tutti i colori delle pratoline, della lavanda,   della salvia… cielo e terra e mare si mescolano in una tavolozza dipinta da Mani infinite che conoscono il Sogno e la Bellezza del Creato.

“Il vento declina nomi” (poesia di un tempo che conta almeno quarant’anni) di Angela De Leo: Azzurro lacca il cielo/ ampio sui nostri pensieri/ Parole si disperdono al verde degli alberi/ il vento declina nomi all’infinito. Strappa / al tempo ogni ricordo./ Siamo invasi da una primavera nuova/ riscoperta tra i muretti a secco/ sulla sgusciante lucertola/ lucida di pelle tenera/ L’infinito nelle nostre mani/ da chiudere piano sulle attese di sempre/ Follia sarebbe frantumarlo/     per niente.

“LANTERNE ROSSE A PRIMAVERA” di Angela De Leo (passando dalle scintillanti attese della giovinezza alle attese sonnolente e ai nostalgici ricordi di oggi): Lanterne di rosse ciliegie/ accesero il ricordo/ di passate stagioni/ E sonnolente attese/ sorpresero la luna/ su bianche ali/ di nuvole fiorite/ a un passo dal cielo/ (nei palmi aperti sarai ricordo/     di lontana nostalgia).

Luciana De Palma: E di tutto potrei anche/ Fare a meno/ Eccetto di una rosa nel vaso/ Di un pezzo di cielo/ Non importa se nuvoloso o sereno/ Di una visione pronta a sparire/ Al primo accenno di vento/ Che sgombri il campo/ Da ogni tentazione/ Di un maglione pesante/ Di un ricordo felice/ E di un rifugio/ Lontano dal mondo/ A picco su un sogno

“Il tempo delle rose” di Anna Mininno: C’è penuria di rose, nel mio giardino/ Ce ne furono tante/ e le più tenere fiorirono al sole/ dell’innocenza/ Giravano in tondo, le mie rose,/ nei canti di bianco-asilo/ e fiocchi rosso-cuore/ E ne fiorirono a mille/ nelle ariose primavere/ e negli autunni, compagne di foglie morte,/ e ancor più preziose negli inverni dei camini/ C’è penuria di rise, nel mio giardino, ora,/ ma nello spazio del mattino/ nei petali del custodito amore/ nel profumo che sa d’antico/ io le sento,/ e m’avvedo dell’eterna primavera,/ nella giostra che va verso il suo altrove/ - e non sarò io a fermarne la via -  

Federica Nolasco: In via 8 marzo ci abitano Ugo, Bianca, Emma, Giulia e Alice. Ingranaggi dello stesso impianto che si muovono assieme, come un orologio in centro città che dice a tutti “è sempre tempo di sorridere”.

Nikifòros Vrettàkos: Se mi vedessero stare in piedi/ immobile, in mezzo/ ai miei fiori, come/ in questo istante,/ penserebbero che/ sto tenendo loro una lezione.// Invece/ sono il che ascolto/ e loro che parlano.// Lì, in mezzo a loro,/ mi insegnano la luce. (poesia suggerita da Rosi Brescia).

“Buona primavera a tutti!” di Maria Concetta Giorgi: … C’erano giorni gialli, perché i giorni hanno diversi colori, quello fu il giorno di una gonna gialla e una maglia a righe. In un silenzio che solo il vento avrebbe potuto sciogliere, lei pensò che le nuvole fossero una vera benedizione. Leggere e impalpabili si mossero come la gonna gialla, ondeggiarono, poi sparirono. Rimase il giallo del sole scottante, poi sparirono. Rimase il giallo del sole scottante, il naso si riempì di lentiggini. …

 Monello di un sole che anche quest’anno mi dipingerai il naso…

“Istante” di Mario Sicolo: Volo nomade/ d’ali nere/ fra sbuffi di nuvole// Ma la rondine/ che curva all’orizzonte/ è sogno d’antica primavera/ o canto di nuova stagione?// Il suo destino/ è tutto quello che non sai/ e pure quello che hai visto/ già non è più

Elina Miticocchio: Alleggerisco i pensieri e allento la presa, aspetto che un nuovo colore scriva il foglio. Ho terminato di leggere tutti i libri che avrei potuto leggere nella pausa positiva del tempo, ed ora la libertà di guardare l’azzurro mi dimora le radici. In fondo non siamo che alberi che sfidano le stagioni e ora è primavera. Forse il mio tempo è qui.

Ada De Judicibus: Conosci gli istanti trasognati/ quando si arresta il respiro del tempo/ e le cose si fermano d’improvviso?/ Sono gli istanti puri,/ quando nel tuo giardino/ la rosa è perfezione della rosa/ e gli occhi del tuo gatto sereno,/ l’oro della nuvola lontana,/ l’odore fondo dei fiori del limone,/ sembrano necessità./ Sono gli istanti compiuti,/ quando forse le nostre occasioni/ sono segni più chiari di assoluto.

Il grande poeta Sandro Penna: Mi adagio nel mattino/ di primavera. Sento/ nascere in me scomposte/ aurore. Io non so più/ se muoio oppure nasco. (versi segnalati dalla generosa amica Rosi Brescia)

“PASQUA 2024” di Lizia De Leo: Sono stelline terrestri le pratoline/ lungo i bordi delle strade// Papaveri impazziti di vento/ tra fili d’erba./ E bianche e gialle/ margheritine di sole// Un albero smilzo/ è un mandorlo in fiore/ contro un cielo/ di nuvole vaghe e diafane// Il porticciolo è soffio gentile / di mare/ fragranza di alghe salmastre// Sosta sul molo una barca/ che un barcaiolo sta/ malamente dipingendo/ d’azzurro// Ma che importa?// Sorride Primavera/ anche ai miei pensieri stanchi…

E, infine, uno stralcio di una canzone di Fabrizio De Andrè: La primavera non bussa, lei entra sicura/ come fumo lei entra in ogni fessura/ ha labbra di carne, i capelli di grano/ che paura, che voglia che ti prenda per mano,/ Che paura, che voglia che ti porti lontano. (“Un chimico”, canzone inclusa nell’album Non al denaro non all’amore né al cielo del 1971).

Buona primavera negli occhi, nel cuore, nell’anima… e fiori tra le mani e un rosso sorriso tra le labbra che riprendono a sognare…

 

 

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