… pensieri tra follia e silenzi
di
pietre ferme su orizzonti
vicini
lontani
dove
l’anima si disperde
in
mille identità e neppure una…
(a.d.l.)
8 MARZO
- GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA -
All’alba ho legato al cancello
un ramo di mimosa,
e ho aperto alla luna che sogna
profumo di primavera
a perdersi nell’infinito, rubato
al tempo estraneo ai nostri giorni
che non concedono tregue
e distrazioni a chi come me,
per natura, usa la ragionevole follia
dei poeti e dell’amore…
Io, donna sempre,
ho quel ramo di giallo fiorito
annidato nel silenzio del cuore,
dove solo un abbraccio
faceva vibrare allora campane
a festa sulla nostra risata…
(ignaro di noi l’otto marzo
fuggiva a nascondersi
in pizzeria senza petali di luna)
Ma la Giornata della DONNA è anche denuncia di ciascuna in tutto il mondo per rivendicare il suo diritto di ESSERE e di ESSERCI con libertà e coraggio...
NERA NOTTE CHE AFFONDA
Dolore Dolore Dolore
Nero intenso della notte insonne
Prima che le rostrate dita
Abbiano unghiato il mondo
Alla deriva di venti contrari
E ali di spine voragini di pianto
Nei rettangoli di Terra sventrati
Che nessun riparo
Alla disperazione offrono
E alla morte che scroscia
Sangue dall’alto dei cieli
È qui tutto il mondo concesso
Agli occhi dei bimbi di puro
Cristallo infranto avidi di stelle
Nel buio grido della mamma
- Straziato cuore di muto dolore
Ad
accogliere frammenti di lacrime
Mute per farne disperata Preghiera… -
Sarò mai più innocente, io Donna
E madre?
(Sotto l’immenso scrosciare
Di
rossi brandelli di orrore
Che fanno più profondo il Male
Come possono mandorli
E
ciliegi fiorire ancora?)
QUANDO MI SCOPRIRAI STATUA DI SALE
(contro il femminicidio per il diritto
di ogni Donna
alla libertà di ESSERE e di ESSERCI…)
Quando mi scoprirai statua di sale
lungo la via crucis del dolore,
quando verrai a consegnarmi quel che resta
con una nuova sospensione di giudizio,
non ti fermare, ti prego, non ti devi fermare
al primo indizio, al secondo nascondiglio,
all’unico bosco dell’indifferenza,
al terzo canto del gallo e sentirti tradito,
continua a salire il Golgota
d’ogni impossibile perdono
con occhi perduti dietre il mio spento cielo.
Lì scorgerai i sogni che scivolarono via
e tinsero di nero gli aquiloni
che un tempo avevamo costruito
per andare contro vento,
i palloncini colorati che mi facevano bambina,
Le nuvole e le fanfare, il gioco delle sagome
ballerine e cigni e volti innamorati sui profili
di luna e fiabe che mi raccontai
per crederti vero
e forare le stelle per gli strass e le collane
da riempirne forzieri
(non più panieri di gelsi rossi e una ferita).
Sarà il tuo pegno di rose dimenticato
Sarà la mia poesia sfilacciata di spine
Sarà pioggia di parole inascoltate
e coriandoli tristi di giorni inebetiti…
Ti chiederai se fu il silenzio a strozzarmi il cuore
senza una goccia di sangue a lasciarmi viva…
Se guerriero vincente tu ti coronasti signore
o vinta io diedi le braccia a livide catene
nella incoerenza di vite parallele,
senza orizzonti dove potersi incontrare,
alla scarsa credibilità d’infinite stravaganze,
che resero ingenuo ogni sorriso d’amore
per un reato che fu commesso
e reso vero dai fiori di campo trasformati
in cardi e rovi e corone di spine tra le rose.
E non una fata buona o il genio della lampada
a prestarci la luce ch’era venuta a mancare
per riscoprirci il volto impolverato d’anni.
Sul precipizio mi fermai a guardare il vuoto…
Fu tutto in un istante
il dirsi arrivederci ed era addio
presentimento
in cui tutto accade ed è eternità.
I tuoi occhi lontani in fuga, il silenzio
per le strade e nel giardino,
il grido inorridito a metà gola
perché nessuno scoprisse l’inganno
che ti rese nemico ad ogni parola
ad ogni filo di luce che ti lanciavo
e farti un nodo al dito a rammentarti
il ritorno e la strada e il vento il pensiero
più di una ferita
ed esorcizzare il tempo della pena
e la sconfitta.
(E passi stanchi
con scarpe rotte e tasche di buchi
e uno scoramento di lacrime
a inondare il mondo senza libertà senza sorriso…)
IL SOGNO
All’alba ho sognato un cancello
intricato di plumbago e un campo
a perdersi nell’infinito
di tutte le sere
nel finito cespuglio dell’amore.
Tarlo a riportarne la memoria
“oltre ogni ragionevole dubbio”
che esplode di nostalgia annidata
nel silenzio del cuore…
(una mano per favore)
E MI VINCE UN NUOVO SOGNO
Attraverso a passi lenti
il buio della notte per raggiungere
il giorno delle campane.
Solo di notte metto ancora passi
corro nella libertà di andare, audace
e fiera - impresa armata di coraggio
-
a meritare applausi a scena aperta
in sintonia con il mio antico
linguaggio
del corpo, il passo lieve e danzante
la voglia di andare controcorrente
e correre e saltare
capriolarmi sotto il mandorlo in fiore
che mi promette a breve primavera…
Mette il broncio la carrozzella
abbandonata solo per la notte,
ricorda
i miei tremori dimenticati
a sconfiggere passi solo sognati
(ma io volo con le allodole del
mattino
che alla velocità della luce sfrecciano
d’improvviso sole nel giardino…
… e canto)
E anche oggi mi fermo qui, augurando a tutte le Donne a Ri-nascere nella libertà con coraggio e tenerezza... Alla prossima. Angela/lina
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