se canterai con me
il
ritorno della rondine
saremo
in due
a colorare
le sue ali…
(a.d.l.)
Amiche e amici, miei cari lettori, dopo alcuni giorni di
silenzio, dovuti a qualche problema di salute in via di soluzione, riprendo a
scrivere perché tra le nuvole si affaccia alla mia finestrella il sole e mi
sorride, sollecitandomi a parlare della magia della primavera che si scopre
nella poesia… e provo così ad abbinarle. Vediamo cosa succede:
TRA I RAMI DEL GELSO ROSSO
Tra i rami del gelso
rosso
È fiorita la luna
S’è impiastricciata di
fuoco
Le labbra
Alla mia finestrella di
rose
S’è affacciata
M’ha lasciato un bacio
E un sorriso
(poi… è volata via)
(A.
De Leo, Le piogge e i ciliegi, SECOP edizioni, vol. I)
CORTOCIRCUITO
Silenzio nella casa
Fuori uno scrosciare di
voci
“Come d’autunno le
foglie”
Assenza di volti
Nell’album dei ricordi
- cortocircuito -
S’annebbiano parole
In uno sciamare di sillabe
Al vento del passato
Occhi perduti e significati dispersi
Nei giorni di primavera la nostalgia…
(A(De Leo, Le piogge e i ciliegi, SECOP edizioni, vol. II)
LE ALI DEL CUORE
Portatemi ali del cuore
Dove il sole è ancora alto
E splende ardito e fiero
Sulle miserie umane ignorandole
Portatemi ali della fantasia
Dove il mare è ancora innocente
Invito al coraggio e alla libertà
Di essere uomini
Il respiro di un giorno d’Amore
Un tempo da cullare
E un fiore ancora da sfogliare
Per non dimenticare il canto
La spiga di grano
Il filo d’erba
Che oggi ride sul tetto rosso della
mia casa…
(il respiro di una vita d’Amore
voglio…)
(A De Leo, Le piogge e i ciliegi, SECOP edizioni, vol. III
In fase di completamento
I
MIEI CIELI D’INFANZIA
Si frantuma in zolle di quasi primavera
l’esile filo d’erba della bambina con le
trecce
che fece nido in un germoglio di mandorlo
rosa come il vestito di foglie e di grano
nella casa dei gatti e delle tortorelle.
Gabbia d’usignoli e mani di nonno e pianto
di bambina al primo volo sull’albero rosso
che di rosso tinse piedini e lacrime.
Scarpe di seta con ricami di farfalle
e roselline di prato a innamorare cortile
e primi sogni d’allodola all’alba.
E fanfare in festa con gelato a cono tra le
dita.
La cassa armonica suonava con la banda e i
violini
e luminarie ad accendere occhi di mille colori
Verdi, Puccini Donizetti, voci del cuore
che ignoravo
e i fuochi d’artificio a illuminare
il cielo di mezzanotte e la carrozza di
cristallo.
Principessa senza principe e un cavallo alato
-
Pegaso di
bianco vestito e profumo di mare
prima che di alghe s’impregnasse il
cuore -
LUNGO LA NOSTRA
PRIMAVERA
Solare il mio sorriso dietro i vetri
di primavera
dove uccellini innamorati
si raccontavano la nostra storia
prima di nascondere il capino sotto l’ala
(ali di corallo avevamo noi due
prima
delle ombre della sera
sul
nostro amore innocente
come sorgente di fiume…)
I MIEI OCCHI
NEI TUOI OCCHI
ho amato i tuoi occhi fino all’ultimo sogno
di adolescente al primo ballo
nella coppa delle mani
il nostro amore
ancora intatto trasparente leggero
- guerriero indomito su cavallo alato
Pegaso
e il suo incanto bianco
tra
trine di mare alla battigia… -
Voglio
danzar con te
Stringerti
forte a me
Voglio
parlar d’amor
Come
mi detta il cuor
Cosa
dirò non so
Cosa
farò chissà
Inebriata
innamorata
Voglio
danzar con te
Era il mio canto imbizzarrito
come le nuvole a creare rami
di foglie e mandorli in fiore
per i miei passi di cielo
a disfarsi di petali in caduta libera
senza mai più riconoscerti.
(ma era
primavera
e tra le labbra fiorì Poesia)
E
ho appena ascoltato con grande gioia che al Referendum ha vinto il NO. Non so a
voi, ma a me questo NO fa mettere le ali. Non è anche questa una
Premessa/Promessa di rinnovata Primavera per la nostra ITALIA?
Riprendo
allora a scrivere di Primavera e Poesia domani. E… “domani è un altro giorno,
si vedrà…”, sì domani è un giorno altro… A domani. Angela/lina
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