"Pensieri lontani" di Giovanna Cancellata è un Libro particolarissimo, multifunzionale e multicorale, che affascina il lettore già dalla copertina, la cui immagine, di Rossana Ferrante, è stata riprodotta dal Graphic Designer della casa editrice SECOP, Nicola Piacente: delicata, tenue, con la scrittura in corsivo dell'Autrice (molto emblematica), che prende forma e vitalità da una penna antica eppure nuova, tra gabbiani in volo verso una tenerezza d'azzurro del cielo infinito.
La Prefazione del giornalista e poeta Enzo Quarto impreziosisce la Silloge perché coglie perfettamente il percorso poetico e personale di Giovanna Cancellata. Percorso che viene ripreso, con dovizia di particolari, nella sua Postazione da Piera Schiavone. In pratica, è un viaggio della mente e del cuore che attraversa le tenebre di un periodo buio per farsi Luce ed è la parola poetica a compiere il prodigio. E con la parola si intrecciano disegni, musica, fotografie, voci che leggono versi che non hanno metrica, né rima eppure incantano con il loro procedere quasi colloquiale perché tutto sia condiviso, in una visione di grandi spazi in cui ciascuno diventa testimone e protagonista di una meravigliosa ri-nascita interiore. E mi vengono in mente i versi molto significativi di Yves Bonnefoy: "... il cielo/infinito,/ ciò nondimeno/ del tutto presente/ nella fugace pozzanghera...". I versi di Giovanna Cancellara sono tutti presenti nei suoi giorni tra pensieri vicini e lontani e rispecchiano il cielo, immenso, eppure tutto raccolto non in una pozzanghera, ma in un fiume che esonda e si fa mare di ricordi, erosioni di giorni difficili da vivere nel bozzolo di una farfalla, che attende tempi migliori per dispiegare le sue ali tra terra e cielo. Quando tutto si prosciuga velocemente al primo raggio di sole. È un canto sommesso quello di Giovanna Cancellara, perché attraversa il buio di ogni tormento, pure è zampillante di gioia improvvisa perché, oltre il tunnel di passate stagioni, aggrappate ai silenzi del cuore, ecco esplodere la Luce di una stella (mentre la luna sogna mondi impossibili e lontani), che esplode nella sua anima di vertiginose altezze e rende immortali i suoi versi, anche nel mistero del non detto eppure vissuto; nei volti luminosi dei figli; nella natura in fiore e sempre attesa e sempre benedetta; nelle stanze piene dei suoi sogni e progetti di vita. Con ardore, passione, amore di sé e degli altri che vivono i suoi giorni nella condivisione, che tutto frammenta e tutto accoglie nei palmi brevi e immensi delle sue mani giunte. Forse anche corale preghiera di ringraziamento, gratitudine e tenerezza per i tanti doni ricevuti che si fanno concreti, luminosi, colorati, perlescenti nelle parole, ceste colme di Poesia...
Angela De Leo
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