martedì 1 febbraio 2022

Martedì 1° febbraio 2022: Ancora "NOI" per saperci ancora INSIEME...

E desidero cominciare con la bellissima testimonianza della mia carissima amica e poetessa Anna Mininno, sempre presente alle mie “imprese” di scrittura e sempre un po’ defilata per naturale ritrosia a occupare vetrine. Ma lei non sa quanto la sua poesia sia preziosa per me e per tanti suoi lettori. “Abbraccio” è il titolo emblematico (che rispecchia anche la sua personalità) dei seguenti versi: Mi stringo   tra le braccia/ - solo io posso farlo -/ e riconquisto parole d’amore/ per me e per te/ che forse vivi nella distrazione// Oggi che il tempo si misura/ in briciole di respiro,/ oggi mi curo di me/ e di riflesso anche di te/ che mi passi accanto// Oggi che non so se/ il sole la luna e le stelle/ ci faranno buona compagnia/ ma so che insieme,/ potremo non aver paura . E tutto viene filtrato da quell’“insieme” che vince ogni paura, dilatando la speranza nel futuro (“potremo”).

Anche di Marco Zanchi, altro carissimo amico, autorevole avvocato di giorno, ma tenerissimo scrittore per bambini di sera, ecco una delicata prosa intitolata, appunto,  “ABBRACCIO”: L’abbraccio è contatto, unione, calore. È consolazione e sostegno. È stretta leggera o trattenuta. È muta espressione di felicità… ma lo si può anche scrivere e inviare lontano, nove lettere solo per dire “ti sono vicino, vicinissimo, ti voglio bene… ti abbraccio”. E se davanti ci poni una L ne seguirà un abbraccio con Labbra, e saranno baci e abbracci, e magari amore dichiarato a braccio… ma con una B in meno, questa volta. E volano cuoricini colorati che danno calore e fanno allegria, alleggerendo il cuore.

Poi, Mariateresa Bari mi sorprende con una bellissima poesia, intitolata “Se mi vieni a trovare”, però non sua. Anche se, in parte, in essa si ritrova. Eccola: Vieni lentamente e con gentilezza/ per non spezzare la fragile/ porcellana/ della mia solitudine./ Aspettandoti/ ho dimenticato di osservare,/ ho dimenticato di osservarmi./ Il sogno mi tiene/ in braccio,/ piegato sulla tua spalla. (Ritzos Sohrab Sepehri). Ancora braccia che accolgono, confortano, allontanano la solitudine. Sì, perché, banalmente ma sicuramente, da soli si è soli. Salvo nei momenti in cui desideriamo rimanere con noi stessi per interrogarci e scoprirci e riscoprirci nella nostra essenza più profonda.

E, sempre su FB, ecco la carissima Angela Aniello, che scrive: Oggi il mio buongiorno è uno stralcio dalla “Lampara” di Don Tonino Bello perché tutti, proprio tutti, abbiamo bisogno di qualcuno che ci accompagni durante il viaggio e condivida la nostra lampara per fare più luce insieme. “Un’ultima implorazione, Signore./ È per i poveri./ Per i malati, i vecchi, gli esclusi./ Per chi ha fame e non ha pane./ Ma anche per chi ha pane e non ha fame./ Per chi si vede sorpassare da tutti./ Per gli sfrattati, gli alcolizzati, le prostitute./ Per chi è solo. Per chi è stanco./ Per chi ha ammainato le vele./ Per chi nasconde sotto il coperchio/ di un sorriso cisterne di dolore./ Libera i credenti, Signore,/ dal pensare che basti un gesto di carità/ a sanare tante sofferenze./ Ma libera anche chi non condivide le speranze cristiane/ dal credere che sia inutile spartire il pane e la tenda,/ e che basterà cambiare le strutture/ perché i poveri non ci siano più./ Essi li avremo sempre con noi./ Sono il segno della nostra povertà di viandanti./ Sono il simbolo delle nostre delusioni./ Sono il coagulo delle nostre stanchezze./ Sono il brandello delle nostre disperazioni./ Li avremo sempre con noi, anzi dentro di noi./ Concedi, o Signore, a questo popolo che cammina/ l’onore di scorgere chi si è fermato lungo la strada/ e di essere pronto a dargli una mano per rimetterlo in viaggio”. E qui c’inginocchiamo dinanzi alla santità di Don Tonino Bello, che tanti di noi hanno conosciuto personalmente, lasciandosi illuminare dalla sua Luce. Anche la sottoscritta. Ma nelle sue parole riecheggiano quelle di David La Mantìa da me riportate la volta scorsa. Basta rileggerle per scoprire la bellezza della condivisione.

Tenerissime anche le parole di Assunta Braì, altra grande amica del cuore: Mi commuovono due giovani che si tengono per mano e progettano il futuro. Mi commuovono ancor di più due vecchi che si sostengono a vicenda nel loro incerto camminare.

E altrettanto tenera l’immagine di un azzurro cielo/mare opera fotografica di Francoise Sallé, altra amica tanto cara, che scrive: Quando cielo e mare si confondono in un abbraccio di pace. E siamo davvero un tutt’uno con la natura. Quando avvertiamo tutto questo un senso di benessere, di calma, di pace ci pervade per tanta bellezza fuori e dentro di noi.

E a conferma e conforto di quanto letto e scritto sin qui, chiudo, almeno per oggi, con “SERENO” di Francesca Petrucci, la mia dolcissima consuocera: La mia fronte sul tuo cuore/ La tua mano nella mia/ Il mio cuore nel tuo cuore.// Azzurro sereno/ Dopo tanta pioggia.// Le nubi fuggono/ Svelando ad una ad una/ pallide stelle.

 Sereno cammino a tutti. Alla prossima.

       

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