… affacciati ai balconi della vita
perché non se ne perda il profumo
che la nostra Anima sprigiona ed
esalta…
(a.d.l. versi inediti)
Due sere fa, non
potendo, purtroppo, essere presente alla magnifica serata conclusiva del Progetto
“Donne d'ogni genere” organizzato dall'Associazione culturale FOS, presso
l'Agorà del Liceo Oriani di Corato, ho pensato a lungo alle mie lunghe
primavere e a quante "donne d'ogni genere", nel corso di queste, io
abbia incontrato. Mi porto nel cuore una lunga lista di volti e di storie di Donne
che hanno vissuto perlopiù all'ombra di un padre e di un marito padrone. Senza
avere mai la possibilità di scelta. Erano gli anni Quaranta-Cinquanta del
secolo scorso, e le loro esistenze documentano una realtà a ridosso del
dopoguerra (seconda guerra mondiale) dura, amara, rigida. Patriarcale ad
oltranza.
Io ero una ragazzina
ribelle e scandalizzavo i benpensanti che mi volevano tutta casa-chiesa-scuola.
Una triade che mi stava stretta per i miei vibranti quanto innocenti, ma
perseveranti slanci di libertà in un mondo ottuso ad ogni cambiamento.
Poi, il Sessantotto e le prime forme di
ribellione da parte di noi giovani donne (io ero già madre della mia prima
bambina, nata proprio a metà di quell'anno), con le gonne che si accorciarono
vertiginosamente (vedi Mary Quant) e il mormorio della gente impreparata per
ignoranza e per incapacità di accogliere il nuovo come una sfida salutare e non
come una mancanza di rispetto verso la intoccabile tradizione (che era un “tramandare”
ma anche un “tradire” e un “sentirsi traditi”. Mi ci vorrebbe un trattato per
chiarire questo mio pensiero, ma... "intelligenti pauca").
Intanto, vorrei
ricordare che il nostro passaggio su questa terra, breve o lungo che sia, è inevitabilmente
fatto di esperienze esistenziali.
Le esperienze si
traducono in incontri e ogni incontro necessita di parole per realizzare
mediazione e socializzazione. E le parole si traducono in storie che vanno
raccontate per ricordare il passato e guardare al futuro attraverso le
istituzioni sociali più importanti: la famiglia, la scuola, la comunità. E,
dunque, personalmente ritengo molto importanti ancora, oggi più che mai, gli
incontri e gli ascolti attivi tra genitori e figli, tra alunni e docenti e tra
docenti e genitori in un confronto aperto, e chiaro nei ruoli e nelle funzioni,
per poter mettere a fuoco particolari realtà, non sempre positive ed educative,
che vengono innanzitutto vissute in casa (luogo che dovrebbe essere sicuro
rifugio protettivo e sereno, ma non sempre lo è. Spesso i mostri si annidano
proprio nella famiglia con devastanti conseguenze, come ben sappiamo), ma, a
volte, anche nella scuola tra insegnanti e alunni. Sappiamo le difficoltà che
gli alunni e gli studenti incontrano nella scuola quando “incontrano”
insegnanti incapaci di ascolto e di serena accoglienza. Occorre il coraggio di
parlarne.
Solo dopo aver
affrontato “in diretta” questi problemi, spesso irrisolti, ritengo che sia
fondamentale la lettura. Tanta lettura per scoprire, studiare e conoscere altre
realtà, diverse da quelle vissute in prima persona. Per la maturazione di un
nuovo appagante senso di responsabilità personale... E di cambiamento. A volte
salutare e salvifico.
Oggi abbiamo la
possibilità di leggere autrici che scrivono finalmente di sé con coraggio,
determinazione e senza paura. Si raccontano senza falsi pudori e senza lo
specchio deformante della scrittura maschile, che a lungo ha dominato in un
prolungamento della società patriarcale dura a morire. Sarebbe salutare
discuterne.
So che gli studenti
coinvolti in questo Progetto hanno ascoltato alcune voci di queste autrici, le
hanno cercate e proposte con entusiasmo.
So che si sono
confrontati anche con l'Arte del fare Teatro, sentendosene catturati. La bellezza
non solo viene sfiorata ma anche vissuta. E questo è impagabile.
Insomma avrei voluto
tanto esserci e non solo nei panni di presidente della Associazione culturale
promotrice, ma anche e soprattutto come spettatrice, ed ex insegnante attenta
ad imparare anch'io. Non a caso Seneca sosteneva: “C’è un duplice vantaggio
nell’insegnare, perché, mentre si insegna, si impara”.
Non vedo l'ora di
leggere il Manifesto che gli studenti hanno redatto tutti insieme, con grande
entusiasmo. Ci renderà migliori? Io ritengo di sì. E renderà più vivibile
questo vecchio mondo? Ce lo auguriamo. Nella riscoperta delle passioni della
mente e del cuore! Della intelligenza dell’anima.
Sempre grata a quanti
amano leggere queste pagine, scritte appunto con il cuore e con l’anima. A presto.
Angela/lina
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