domenica 18 dicembre 2022

Domenica 18 dicembre 2022: CRIS CHIAPPERINI, UN POETA TRA LE STELLE... (fine)

E così siamo giunti alla tua culla, al giorno che ti diede i natali, mio caro Cris. Occorre che almeno per il momento io ti saluti. Tra una settimana è Natale. Occorre viverlo al meglio di quanto questo tempo possa concederci. In famiglia, possibilmente. Con i propri cari. “Sentire” profondamente il tempo dell’Attesa, scoprirne o riscoprirne la bellezza, accendendo dentro tutte le luci per rischiarare tutte le ombre, per sentirci in pace con noi stessi e con gli altri. “A Natale puoi” recita uno slogan pubblicitario. Potremmo, volendo, cambiarlo in “Ogni giorno puoi”. Basta armarsi di coraggio e di buona volontà. Quantomeno “tentare non nuoce”: è da questo slogan che nasce il cambiamento? Forse sì, almeno in parte. Poi ci sono tanti altri fattori da prendere in considerazione, sapendo che il cambiamento è alla base di ogni attimo della nostra vita. Solo che non è giusto accettarlo passivamente, non è giusto subirlo. Dobbiamo essere noi gli agenti del cambiamento in termini migliorativi. La stella cometa è ancora là sui nostri presepi a indicarci, con la sua luce, la strada. Il viaggio. Metafora della vita e della continua trasformazione delle nostre esperienze, ricerche, conoscenze da raccogliere a piene mani “insieme” per essere più forti nella conquista di noi stessi in una relazione di inter-esistenza, complessa ma stimolante. La nostra realtà fisica e spirituale, dunque, è fatta di inter-esistenza. Siamo strettamente interconnessi gli uni agli altri. Né dobbiamo temere di perdere la nostra unicità in questo processo continuo di inter-connessione.

E a questo proposito bellissima è la pagina riguardante la Rete di Indra tra induismo e buddhismo, che ci rivela il segreto dell’universo: Racconta di una rete di fili infinita presente in tutto il Cosmo. I fili orizzontali corrono attraverso lo spazio, i fili verticali attraverso il tempo. Ad ogni incrocio di fili c’è una persona con una perla di cristallo; ogni perla riflette la luce proveniente da ogni altra perla e dall’intero universo. Tutte le persone vengono illuminate simultaneamente.

Altra versione riguarda una tela multidimensionale che, al mattino presto, si ricopre di gocce di rugiada. E ogni goccia di rugiada contiene il riflesso di tutte le altre gocce di rugiada. E in ogni goccia di rugiada riflessa, i riflessi di tutte le altre gocce di rugiada in quel riflesso. E così all’infinito… (LA RETE DI INDRA, a cura di Rachele Re & Licia Marie Toccaceli, Paratissima. It)  

Insomma, tutto brilla di luce propria riflettendo la luce di ogni altro da sé. Bellissima immagine di interdipendenza in tutto il Creato. Dal particolare si passa all’universale. Ed è questa la legge che tiene coeso l’universo e lo rigenera continuamente in un continuo atto d’AMORE.

Con te, mio carissimo Cris, è stato proprio così, abbiamo vissuto ore di “viaggio”, di sera in sera, di libreria in libreria, della tua voce a leggere le mie poesie, del mio incanto nell’ascoltarti perché i miei versi letti da te si ammantavano di luce. Avevano prodigiosamente altro senso, altro significato. Un “altrove” che ci apparteneva e ci superava, andava oltre. Oltre il tempo e lo spazio. Oltre le ore e i giorni, le sere e gli applausi, i confini dentro e fuori di noi… e ci siamo arricchiti di pura amicizia, parole come perle da conservare nello scrigno delle cose preziose, da ricordare per consegnarle agli altri, ai figli, ai parenti, agli amici, ai conoscenti. Per contaminare POESIA e buoni sentimenti. La purezza del cuore. L’audacia del compito di portare a tutti la “lieta novella” per ri-nascere alla Speranza. Come tu mi hai insegnato. Come i tanti amici di penna e di cuore, del passato e del presente mi hanno insegnato e m’insegnano ancora.

Ma questi luminosi esempi parlerò nei giorni prossimi anche perché fra alcuni giorni, sempre in dicembre, prima e dopo Natale, ci sono altri compleanni da festeggiare tra le stelle.

Di te ancora qualche poesia per festeggiarti:

                                   ORMAI!  Questo furore di poesia

questa balbuzie

che mi opprime / e mi esalta

questa Venere Immacolata

questa Vergine / che si vela

ha rapinato / ormai / ogni forza

e mi ha sorriso.

Sono nel suo paradiso / tutti che l'amarono

                                / anche se maledetti.

Corteggiata con mille parole

notti senza sonno e giorni poveri

mi ha lasciato qui dove sono.

Solo.

Lasciatemi ora che il risveglio è completo

tirar sassi sulla spiaggia / come da bambino

nel mare

e gridare.

 

Meglio

svanita la mente

trascinare il sogno / di scherno in scherno

alzare pertiche russe / sui grattacieli

per nido al raro uccello / ormai / d'avventura

sulla foresta città / di antenne televisive

sotto il cielo così spesso tristemente fumoso

che scolora sempre più asmatico / ormai.

Il terso cristallino

così estraneo / agli occhi stanchi

che solo fissano prezzi nelle vetrine

sperduti imprigionati

nel reticolo di strade / sempre meglio tatuate.

 

Questo delirio di poesia / questa mattana

questa seducente puttana

lo so

non avrà mai orecchio / né perdono

ma solo l'educata compassione

silenzio pietoso

dell'ultimo conoscente.

 

 

Wu Ming Zen’ 0

 

             MARTA

            che tremava

 

 

È successo alla fontana del fiume

 

tenero

l'abbraccio del vento

aveva occhi furfanti

e piede marino

 

la dolce veronica

lisciava cosce di corallo

e voglia di conchiglia

 

non chiese aiuto

la camicetta

né la gonna ballerina

 

la faccia di brace

filtrava

un mistero d'acque profonde

 

il sole era svenuto

a tanto ardore

era un arancio

 

disse

il vento libertino

parole di liuto

a Marta che tremava

 

era alla fontana del fiume

a torcere i panni

 

                                                                       (Cris/O)

Quanto amore per la poesia in te, Cris, tra sogno e realtà, tra piacere e dolore, tra mistero e inganno, tra il visibile e l’invisibile, tra l’esaltazione dell’“eterno femminino” e il timore di perdersi in conchiglie di mare a risentirne il richiamo in una eco infinita.

Ed ora ti saluto, Cris, con una poesia a te dedicata per questo giorno di festa tra terra e cielo.

Cede l'inquieto autunno

una follia di foglie

al vento furioso di quasi inverno

che ti diede ricamo di culla

e un sogno

tra rami di neve a nido

e braccia morbide di madre

Strappò al cielo la luna

inghirlandata di Poesia

e te ne fece dono al guizzo

antico di giovani eresie

e occhi innamorati

sul grande palcoscenico della vita

Amasti folli amori con mani

di tenerezza e di abbandono

e lacrime di dolcezza

per i tuoi figli e il loro incanto

Mi donasti le tue ali e divenni

angelo di tenaci intese tra fogli

che sanno di velluto la tua voce

di pane e miele le mie poesie

il nostro canto insieme

E dimenticammo ferite

tra argini di parole alate

Ora nel Teatro del Cielo

acceso di stelle a migliaia

angeli e cherubini

ascoltano estasiati il tuo cuore

dove fioriscono versi

di cristallo e zucchero filato

di mandorle amare e di ulivi

verdi di inaudito splendore

Lievi le nostre sere di anni

e di magie

e di stagioni vissute ad una voce

come acqua di fonte sorrisi

di sole mistero di Cieli e di altari

 

(con Caterina la tua bimba di te

affamata e della tua carezza

sui doni d'anima a lei riservati

ti vengo anch'io come una volta

ancora una volta a cercare)

Per Cris Chiapperini e il suo compleanno tra le stelle

A prestissimo, Cris, con tanta Poesia ancora…

 

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