venerdì 13 febbraio 2026

Venerdì 13 febbraio 2026: E L'AMORE è anche il MAGICO CORTILE di ANNA MARIA DE LEO...

E oggi, vigilia di San Valentino, festa di chi si ama, mi sembra giusto parlare d’amore riportando per tutti noi un racconto quasi fiabesco, ma assolutamente vero, della mia amatissima sorella ANNA MARIA, volata tra le stelle circa tre anni fa, ma eternamente presente nel cuore. Lei, infatti, è qui e teneramente mi sorride, felice come una ragazzina che parla del suo primo assoluto innamoramento. Ed ecco il suo racconto. Ve lo affido con tutta la storia che tutti noi fratelli e sorelle abbiamo vissuto con lei nel nostro “cortile del gelso e delle rose”…

UN MAGICO CORTILE

I miei nonni abitavano in una grande casa al centro del paese; poteva definirsi quasi una casa colonica in quanto offriva tutto quello che un uomo, amante della natura, si aspetta dalla propria abitazione. C’era, per esempio, un grande cortile pieno di fiori, piante e tanti animali. Io tornavo in quella casa d’estate, una volta all’anno e vi trascorrevo giorni favolosi.

Mio nonno aveva preparato una casa per tutti gli animali di cui si prendeva cura. La stalla era appartenuta, nel tempo, prima ad un bellissimo cavallo, poi ad un mulo e, infine, ad un simpatico asinello, croce e delizia del povero vecchio che a volte non sapeva come farlo muovere, in quanto se intuiva che si andava a lavorare, si irrigidiva, come un bimbo che non vuole andare a scuola!

La stalla era comoda, dotata di tutte quelle attrezzature per tenere pulito e lucido il pelo del suo inquilino ed aveva una comoda mangiatoia, dove il nonno metteva il cibo più gradito all’asinello.

Di fronte alla stalla, sotto un grande arco in pietra, aveva sistemato una capretta con il suo compagno: anche loro trattati benissimo … Nella parte superiore dell’arco, il nonno aveva costruito una colombaia, tutta in legno, in cui tubavano coppie di tortorelle bianche destinate, come regalo, alle donne del vicinato che avevano partorito da poco e che avevano bisogno di un salutare e leggero brodino di carne per la loro montata lattea.

Una scaletta in legno permetteva di salire per osservare i loro movimenti. Su quella scala, trascorsi molti pomeriggi dei miei giorni di vacanza perché ero una curiosona e mi piaceva osservare i colombini quando si coccolavano o quando covavano con amore le loro uova. Che gioia, poi, era per me assistere allo schiudersi delle uova e alle capriole dei piccoli nati, che a malapena, si reggevano sulle loro zampette… Un anno, nascondendomi, potetti assistere alla nascita di un tenero capretto e alle coccole di sua madre. Il nonno mi prendeva in giro per l’eccessiva curiosità, ma per me era una scoperta della vita che, in un freddo alloggio di caserma, non potevo neanche immaginare.

Nella parte anteriore del magico cortile c’era il pollaio: un gallo e tante galline che donavano a noi nipoti uova freschissime e saporite. Anche il pollaio era tenuto bene e disinfettato, ad ogni primavera, con calce viva. E che festa era per tutti quando si vedevano, davanti ad alcune galline, stuoli di gialli batuffoli che tentavano di esplorare il mondo circostante.

E c’era anche una conigliera con coniglietti bianchi e grigi che mangiavano gli avanzi della verdura che veniva pulita: deliziosi musetti che trituravano lentamente il cibo, e che si spaventavano facilmente ad ogni movimento e si nascondevano sotto le fascine. Tre ochette, poi, circolavano liberamente nel cortile andando in giro all’eterna ricerca di un pantano. Simpaticissime con il loro movimento dondolante e con il loro “qua qua”! Non poteva mancare il gatto o i gattini, a seconda dei periodi e, poi, c’era il cane legato al carro, sotto una tettoia. Il cane ci avvisava abbaiando quando qualcuno si avvicinava al grande ingresso oltre il quale c’era un grande marciapiede che talvolta si trasformava in un mare di mandorle, messe al sole ad asciugare. E a me piaceva tanto creare onde in quel mare, strisciando con le scarpe, su quei gusci profumati.

Subito davanti alla stalla, per alcuni metri, si poteva godere il verde di una fascia di terreno adibita ad orto di casa. Prima dell’orto c’era un grandissimo albero di gelsi rossi, che creava una freschissima ombra e, qualche metro più dietro, un maestoso fico, al quale ci si poteva avvicinare salendo sul piccolo terrazzino della stalla. All’albero ci si poteva appendere e ci si poteva dondolare… I due alberi, che in prospettiva sembravano di più, perché ricchi di foglie, ci offrivano generosamente frutti succosi e gustosissimi. Sperimentai, allora, il piacere di mangiare un frutto, appena raccolto!

Nei punti liberi, poi, il nonno aveva sapientemente sistemato pergolati di uva bianca e nera da tavola, altra delizia per il palato. I pergolati offrivano una piacevole ombra sotto la quale era bello pranzare. C’erano anche diverse zucche, verdi alcune, a lampioncini gialli e arancioni, altre, che offrivano un piacevole colpo d’occhio!

Era proprio magico il cortile che il nonno aveva ideato e attrezzato con gusto e fatica.

Chi veniva a farci visita si complimentava per la bellezza del luogo e sostava il più a lungo possibile per goderne l’ombra, i profumi e il sapore dei frutti che generosamente il nonno offriva loro. Chi veniva a farci visita si beava anche nel sentire gli odori che provenivano dalle teglie in terracotta sistemate accanto ai carboni accesi di un camino alla monachina che completava la bellezza del cortile. Ai tegami di mia nonna, spesso si aggiungevano le pignatte in cui le vicine di casa, approfittando del grande fuoco, venivano a cuocere i loro legumi.

Ho dimenticato il concerto dei fiori e soprattutto delle rose rampicanti, che fiorivano ogni mese e dei gerani che creavano angoli ridenti e colorati. E ogni parete, bianca di calce, infine, ospitava una rampicante vivace e profumata!

MIO nonno era eccezionale come il suo cortile, che conservò la sua magnificenza fino a quando fu lui a prendersene cura. Dopo cominciò un lento e costante declino, fino ai giorni in cui rimase abbandonato e dimenticato. Senza più il suo padrone.

Oggi vivo io nella casa dei nonni e il cortile è cambiato. Ci sono solo i fiori ad allietarlo e i miei adorati nipotini. Quando, ancora oggi esco fuori in cortile, ripenso a quei tempi, agli odori, ai sapori, soprattutto ai colori, alla presenza delle tante persone a farci compagnia e dei tanti animali che popolavano quel magico universo e che un nonno meraviglioso aveva saputo animare per la nostra gioia. Grazie, nonno! Anna Maria

E a me non resta che augurare a tutti un San Valentino colmo di AMORE. A presto. Angela/lina

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