Dopo oltre un paio d’anni di assenza dall’Italia, Gjeke è di nuovo qui tra noi e scrivo queste poche righe dopo l'attesa e l'incontro pieno di gioia nella nostra casa. Perché ne parlo? Perché Gjeke è un prezioso amico “di penna e di cuore”, come sono solita definirlo io. E a giusta ragione. Per chi scrive come me, raramente accade di incontrare nella vita persone che sono perfettamente aderenti alla propria scrittura nei contenuti come nelle parole. E, quando avviene, accade il prodigio della “consonanza”… si avverte lo stesso ritmo interiore, la stessa sinfonia che palpita nell’anima e si traduce in profonda empatia. Un vero e proprio gemellaggio di mente e di cuore e niente è più come prima. Non a caso ho scritto per lui dei versi che lo connotano.
“Per te, Gjeke”
Siamo lune sul cammino degli incontri:
follia e sogni, speranze e delusioni.
Silenzi e Risate. Sospensioni e Sorrisi.
Siamo noi con le nostre vite intrecciate
a te in un viaggio senza fine.
Noi viandanti in attesa di stringerci
la mano e il cuore. L’anima.
Applausi ricevi oggi e mille AUGURI
da conservare nelle tasche
di nuovi domani.
A te che ami tele e pennelli per cieli
dipinti di malinconia.
A te, che incateni occhi e parole d’amore
agli occhi di Dusita che con amore
ti ama in silenzio e ti ascolta.
A te, schivo e attento a non ferire gli altri
che del tuo mondo interiore ignorano la musica.
A te che ami la risata e gli amici più di te stesso
e vesti di gioia lo stare insieme. E insieme fiorire.
E voce e canto sei e sincero incanto con i tuoi versi
a farci vibrare.
Tu, l’amico che ama viaggiare
e raccontare di genti e Paesi.
Tu, e il tuo mondo lontano.
Quasi un prenderci per mano
senza fare rumore
d’ala per uncinarci al cuore.
Gli amici veri rimangono oltre il tempo e lo spazio
e sono radici e alberi e foglie e frutti e dono e allegria.
Durante il nostro cammino ci tendono le mani
nella buona e nella cattiva sorte intrecciate.
Tu, con amore, riempi forzieri e ricordi…
(presente più che mai ai nostri giorni
con i tuoi sogni tra dita di parole gemmate)
For you, Gjeke
We are moons along the winding path of meetings:
madness and dreams, hopes and disappointments,
silences and laughter, pauses and smiles.
We are ourselves, our lives entwined with yours
in a journey without end.
We are wanderers waiting to clasp
your hand, your heart, your soul.
Today you receive applause and a thousand best wishes
to keep in the pockets of new tomorrows.
To you who love canvases and brushes
for skies painted with melancholy.
To you who chain eyes and words of love
to Dusita’s eyes; she who loves you in silence
and listens to you with love.
To you, shy and careful never to hurt others
who ignore the music of your inner world.
To you who love laughter and friends more than yourself
and dress every gathering in joy.
And together we bloom.
You are voice and song and true enchantment with your verses
that make us tremble.
You, the friend who loves to travel and tell of peoples and lands.
You and your faraway world.
It is almost like taking our hand without making a sound,
with a wingbeat, to hook us to your heart.
True friends remain beyond time
and space, they are roots and trees and leaves and fruit
and gift and joy.
Along our path they reach out their hands
in good times and bad, fingers intertwined.
You, with love, fill treasure chests and memories…
(more present than ever in our days
with your dreams between fingers of gemmed words)
A lui abbino sempre un altro meraviglioso amico, che condivide pensieri e poesie da oltre quarant’anni, attraversando insieme le nostre alterne vicende. Si tratta del grande poeta e scrittore cileno, ormai noto come Gjeke, a livello mondiale, Germàn Rojas. Anche a lui, che verrà in Italia e nella nostra casa ad aprile di quest’anno, ho dedicato molti versi. E versi ho edicato ad entrambi. Eccone alcuni: “Ci sono uomini” (per Gjeke e Germàn)
Ci sono uomini con passi d'erba,
di albe e tramonti in preghiera
tra mani di miele e sogno.
Due cuori ebbero alla nascita in dono
a illuminare di carezze il giorno. Come voi due.
E incontrai, nel passato, dentro i miei occhi di bambina
al primo incanto, mio nonno.
Mi regalò pane e rose e intrecciò parole di fiaba
ai miei capelli in fiore. Con tanto amore.
Con ali di vento a sollevarmi al cielo degli aquiloni
e dei sorrisi, sotto le piogge e il canto delle allodole.
Usignoli tra i rami del gelso rosso e pensieri
in libertà vigilata di sogni sparsi nel cortile.
E mi colmò di Poesia.
Me la consegnò nei pugnetti chiusi
- non perderla mai - mi disse -
ti aiuterà a vivere. E a sognare -
(con lui, con voi, continuo a scrivere, ad amare)
There are men (for Gjeke and Germàn)
There are men who walk as if on grass,
who greet sunrise and sunset in prayer,
hands sticky with honey and dreams.
Two hearts were given at birth
to light the day with caresses: like yours.
Once, through a child’s eyes,
I met my grandfather at the first moment of wonder.
He gave me bread and roses,
wove fairy tales into my flowering hair with love.
With wings of wind he lifted me
to skies of kites and smiles,
through rain and lark song,
nightingales among red mulberries,
thoughts flying free in the courtyard.
He filled me with poetry,
placed it in my small fists:
“Never lose it,” he said:
“it will help you live and dream.”
(With him, with you, I still write, still love.)
“A Germàn Rojas”
Della Bastiglia il fuoco ti arde nelle vene
in segno di prigionia e libertà
sotto un cielo che lacrima di rinviati addii.
Sapore d’estate in un oceano
di rinnovati velieri e alte bandiere di vittoria
agli orizzonti inattesi, divisi, riconquistati.
In un avanzare di respiri
lungo sogni d’erba mai dimenticati.
Resistiamo insieme agli anni,
mai spenti noi dagli inciampi e le frananti
cadute, col filo testardo della scrittura,
- coraggiosa seta d’oro la sua tessitura -
che ci canta dentro e sorride della mano
tremante non più certa forte e sicura,
protesa alla carezza di un verso lucente
per accendere il nostro cielo d’improvviso
splendore che colore ha di arcobaleno.
Afferriamo gomitoli di sole
da dipanare piano
in questo lento tramonto
che avanza silenzioso e arcano
per ridarci il chiarore delle stelle
(finché sapranno i nostri occhi
naufragare nei sogni
incantarsi di Luce
lungo la lunga via
della nostra mai spenta Poesia…)
To Germán Rojas
Bastille fire runs fierce in your veins,
captivity and freedom beneath a sky
that sheds the tears of farewells delayed.
Summer tastes of seas where tall ships rise again,
victory’s banners lifted over horizons
unexpected, divided, won anew.
Breath by breath we move ahead
along grass-dreams never fully lost.
Together we resist the years,
unfallen even through stumbles
and collapsing ground, held fast
by the stubborn thread of writing,
its weave a brave silk of gold
that sings within us, smiling at the hand
now trembling, no longer steady or sure,
yet reaching for the touch of a shining verse
to set our sky alight in sudden
splendor shaped in rainbow hues.
We gather skeins of sunlight,
unwinding them slowly
into this quiet, ancient sunset
advancing in silence
to return us to the brightness of the stars
(as long as our eyes can
drift into dreams,
be astonished by Light,
walk the long road
of our never-quenched Poetry…)
(La traduzione in inglese è della bravissima e amatissima amica Eva Dolcemascolo)
E ora vi lascio, miei carissimi lettori/lettrici e amate amiche/e amici, Gjeke è stato con noi ieri. Ed è stata una giornata speciale con un amico speciale. E io sono stata pronta ad afferrare al volo i suoi occhi, il suo sorriso, il suo cuore generoso quant’altri mai, la sua Poesia. Abbiamo fatto insieme anche una bellissima videochiamata a Germàn. È stato un momento di intensa commozione. E chissà… ad aprile potremmo incontrarci tutti insieme nella nostra casa per alcuni progetti che potremmo tradurre in realtà… Alla prossima. Angela/lina
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