venerdì 1 dicembre 2023

Venerdì 1° dicembre 2023: il PETRUZZELLI e l'eco della splendida serata di lunedì 27 novembre...

Il tempo lo spazio l’ora e l’altrove

Volano oltre il tempo e lo spazio

Per regalarci un attimo d’Infinito

Tra il microcosmo e le stelle

Che s’infuturano di rinnovata Poesia…

(a.d.l.)

Ci sono esperienze che lasciano senza parole e senza respiro, tanta è l’emozione che imbriglia tutti i sensi fino a illuminare il cuore. E ho avuto necessità di qualche giorno per riordinare fotogrammi e pensieri. Ma da dove incominciare? Dalle luci sfolgoranti del Teatro Petruzzelli di Bari in tutto il suo splendore? Da Matteo Gelardi, otorinolaringoiatra e citologo nasale, geniale ideatore e realizzatore di Art & Science in Italia (Bari, Roma), con il grande riconoscimento della Scuola Normale Superiore di Pisa, e all’estero (Praga)?

E lunedì scorso Matteo è tornato per la quarta volta al Petruzzelli, dopo la forzata interruzione dovuta al Covid 19, che ha piegato forze e speranze, falcidiando carissimi amici e parenti.

La serata di lunedì, dunque, una sfida e una rivincita, determinazione e speranza sui tempi bui che non ci danno tregua.

Allora comincio proprio da lui: Matteo Gelardi!

È stato il mattatore della serata con piglio brioso, battute sorridenti, ironiche e autoironiche. Con la chiarezza rigorosa dello scienziato e con la sensibilità creativa del poeta, lasciando generosamente spazio a tutti gli altri interlocutori, in una coralità di interventi (tantissimi) sorprendenti e catturanti, con una continua commistione di Arte (cantanti, ballerini, direttori d’orchestra, violinisti, chitarristi e altri musicisti) e Scienza, con alcune soluzioni, apparentemente estemporanee ma studiate in ogni più piccolo dettaglio, davvero geniali, di cui via via andrò a parlare.

Il tema dell’evento: Le quattro stagioni. Sapientemente suddivise in Primavera, Estate, Autunno, Inverno, con le sonorità crescenti delle musiche di Vivaldi magistralmente dirette da Bepi Speranza, straordinario Direttore dell’Orchestra del Levante.

E così Gelardi è partito dalla Scienza che diventa Arte, Cinema, Musica, Poesia, Natura, Moda. Tanti e tutti qualificati i suoi interlocutori per ogni tipo di Arte. Tutti Artisti e Scienziati di primissimo piano in Italia e all’estero. Un esempio per tutti, l’Architetto e Designer, pluripremiato in Italia e all’estero, Giulio Ceppi, che ha tenuto una sorta di lectio magistralis interessantissima sulla progettazione sensoriale di parchi, strade e quant’altro, persino una nave futuristica, con nuove tecnologie e strategie di opportuno utilizzo.

Ma occorre ricordare anche la presenza istituzionale del Sindaco di Bari, il più amato sindaco d’Italia, Antonio De Caro, che ha dialogato a lungo con il nostro mattatore per alcuni progetti in comune di ristrutturazione dei parchi cittadini con gli alberi “buoni” che quest’ultimo si è premurato di suggerirgli.

Suggestivo e ricco di spunti di riflessione il momento “magico” del video musicale del famoso cantautore Simone CristicchiLo chiederemo agli alberi”.

Il mio momento “magico”, invece, ha riguardato la Poesia con un lettore di prim’ordine, Francesco Prando, attore e doppiatore di fama internazionale, che mi ha fatto dono della sua voce per le mie poesie, lette magistralmente tanto da renderle veramente belle, con musiche suggestive e rammemoranti del famoso compositore Luigi Patruno, in un tripudio di luci, suoni e scrosciare d’applausi. I fari puntati su di me, le parole elogiative di Matteo Gelardi, mentre sul maxischermo si materializzava il mio volto con la scritta in alto “Quando la Scienza diventa POESIA”. Accanto a me la mia fotografa ufficiale Anna Paola, mia tenera nipote in veste anche di attenta accompagnatrice. Generosamente, come sempre (e non smetterò mai di sottolinearlo), Matteo Gelardi ha messo a disposizione ben due palchi di prim’ordine, che poi, per motivi di sicurezza, sono diventati tre, per cui ho dovuto fare i conti (in assenza dei miei figli romani, impossibilitati a raggiungermi per motivi di lavoro) con le battute degli amici ospiti sul mio saluto alla “Papa Francesco” e, in altra ripresa, sul mio saluto regale e distaccato alla stregua della compianta Regina Elisabetta d’Inghilterra, e, ancora, quando mi sono alzata per ringraziare il numerosissimo e attentissimo pubblico, l’ultimo simpatico loro sberleffo è stato “temevamo di vederti precipitare giù senza la possibilità di accoglierti tra le nostre braccia”. Ma anche tutto questo ha reso meravigliosa la “magica” serata al Petruzzelli. Matteo Gelardi ha continuato indefessamente e con tanta passione ed entusiasmo a presentare gli altri protagonisti, trovando anche il modo, tra il romantico italiano e il plateale hollyvoodiano, di dichiarare il suo profondo amore e la sua immensa gratitudine ad Anna Gissi, sua meravigliosa consorte (bellissima tra le altre sue tante qualità), che sta al suo fianco da molti anni, rendendolo padre orgoglioso di tre splendidi figli e nonno tenerissimo di due meravigliosi nipotini, dono di sua figlia Genny, la fantasiosa e bravissima stilista, che ha fatto sfilare sul palco le sue scultoree modelle con gli incantevoli abiti, ispirati alle foto materiche di suo padre, e con i favolosi gioielli prestati dalla Horus gioielli di Bari.

La Scienza abbinata alla Moda ha chiuso la prima parte dello spettacolo con un lungo intervallo per me molto gratificante: Sono venute alcune signore che erano in platea a congratularsi, tra cui anche la carissima sorella di Matteo, Rosanna Gelardi, che come sempre ha avuto parole di grande stima e affetto nei miei riguardi.

La seconda parte dello spettacolo ha riguardato il concerto del Gruppo Musicale “Il complesso di Golgi”, composto da Medici e da un “paziente” alle prese con il sintonizzatore, e che, assieme all’Orchestra del Levante diretta magnificamente dal Direttore Bepi Speranza, ha visto protagonisti musicisti e cantanti di fama internazionale: Francesco D’Orazio, superbo Violinista, Nicola Fiorino, ispirato Violoncellista, Paolo Daniele, poliedrico Compositore-Polistrumentista-Armonicista, Simone Arbore con le sue mani in volo sul pianoforte, Michele Visaggi, esperto Clavincembalista. Ne “Il complesso di Golgi”, infine tra i tanti musicisti, dulcis in fundo, alla Batteria il nostro scatenato Matteo Gelardi che ha sistemato i pezzi uno per una in una “scaletta musicale” alta fino al cielo (e non solo del Teatro Petruzzelli, dove strategicamente erano posizionati un gruppo Gospel molto interessante e il Coro, diretto da Mariantonietta D’Alessandro e Lorenzo Mannarini del Liceo Musicale annesso al Convitto Nazionale “D. Cirillo” - Bari. Dirigente Scolastico: Ester Gargano), ma anche fino alle “stelle fisse” con le stratosferiche voci di Elio Arcieri, Jana Campanella, Claudia Musumani, e dei vocalist: Lorenzo D’Urso, Pietro Magaletti, Marta Pensa, Fiorangela Togo. Dalle voci eccezionali.

La scaletta/scala altissima ha realizzato dolcissimi video di canti natalizi in tutto il mondo fino a culminare con Oh Happy Day. Un’apoteosi.

Tra i medici “Gorgiani” e il loro “paziente” amo ricordare, oltre al Batterista citato, Vincenzo Frappampina (Basso), Nicola Ribecco (Chitarra solista), Irene Sciancalepore (Flauto), Niceta Antonio Tommasi (Chitarra ritmica), Carmine Malvani (Sintetizzatore) e, infine, il favoloso cantante Cosimo Mitrani, il nostro Frank Sinatra dalla portentosa voce. Sul palco anche gli allievi dello STUDIO DANZA con la Direttrice Claudia Drago e le Coreografie di: Claudia Drago, Nicola De Pascale, Giuseppe Giordano. E il corpo di ballo: Nicole Cappella e Rebecca Cappella, Martina Colonna e Irene Colonna, Diletta D’Innella, Mirko De Tullio, Marco Di Leo, Flavia Lamparelli, Sharon Losacco, Allegra Guarino, Giorgia Illuzzi, Lea My, Virginia Pansini, Eleonora Ronzulli, Alessia Torelli. Bravi, disinvolti, irriverentemente per i miei tanti anni, giovani.

Il pubblico, mentre defluiva, si è trasformato in una fiumana di meritatissimi applausi. E anch’io, all’uscita ho ricevuto la mia inaspettata pioggia di applausi che mi hanno ancora di più emozionata e confuso ulteriormente idee e attimi appena vissuti da ricordare. Anche fuori la pioggia e, prima di affrontarla, l’abbraccio di Francesco Prando. Altra grandissima emozione. E mio figlio a mandarmi messaggi di affettuosissimi auguri, parlandomi di Francesco Prando, conosciuto parecchi anni addietro, quando lui gestiva, a Roma, un accreditato studio di registrazione, dove andavano a registrare attori e doppiatori già famosi. Tra i suoi preferiti proprio Prando, per la sua voce maschia eppure morbida e vellutata, per la sua eleganza, per la sua gentilezza. Di lui si innamoravano tutte le ragazze che frequentavano lo Studio. La sua voce (e non solo) era calamitante. Sue precise parole.

Ma, emozione ancora più grande: il giorno dopo, Anna Paola mi ha fatto dono delle sue commoventi parole: Sono cresciuta cullata dalla tua Poesia e dal tuo Amore, mi hai insegnato ad avere gli occhi pieni di stelle, ad essere creativa, a coltivare la bellezza della scrittura e della lettura. E io ti ho seguito, mano nelle mani, finché sulla mia strada non ho incontrato la chimica, dedicandomi così completamente alla Scienza. Ieri sera, però, ho potuto ammirare come, in realtà, l’Arte e la Scienza comunichino tra loro e tutto grazie a te, Angela De Leo, Poesia fatta persona e Luce e Incanto nella penombra di un teatro, colmo di gente. Sentire decantato il tuo nome e le tue parole, gli applausi, i complimenti, mi rende ogni giorno sempre più fiera di mia nonna. Verso nuovi orizzonti ed io, mano nella mano, sempre con te. Con tante foto che lei stessa mi ha scattato. Lacrime a fiumi e tanto tanto orgoglio e tenerezza per lei.

Ma desidero concludere con una poesia “I giusti” dell’immenso Jorge Luis Borges, che sintetizza tutto lo spettacolo (e non occorrono più aggettivi), voluto “fino all’ultimo respiro” da Matteo Gelardi, stanchissimo, ma ancora con un filo di fiato per ricordare e ringraziare tutti, uno per uno: Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire./ Chi è contento che sulla terra esista la musica./ Chi scopre con piacere un’etimologia./ Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio a scacchi./ Il ceramista che premedita un colore e una forma./ Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace./ Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto./ Chi accarezza un animale addormentato./Chi giustifica o vuole giustificare un torto che gli hanno fatto./ Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson./ Chi preferisce che abbiano ragione gli altri./ Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Figuriamoci se si tratta del fine nobile di Matteo Gelardi di donare Bellezza agli altri, circondandosi di tantissimi Scienziati e Artisti, Amici, Parenti, Conoscenti e moltissimi altri Sconosciuti presenti nel Teatro, portandoli con sé nell’urgenza impetuosa e appassionata di un Sogno condiviso…

Salvare il mondo? Credo proprio di sì. Insieme è anche possibile.

E stamattina all’alba mi è giunto, con alcune foto della serata, questo suo messaggio: Le tue poesie, con la voce di Prando e le musiche di Luigi Patruno (scritte apposta per te)… bellissimi momenti d’incanto!

Me lo porterò nel cuore intrecciato a quello di Anna Gissi, che mi ha scritto di aver ascoltato incantata le mie poesie.

Grandissima, emozionante, scintillante serata. Sono ancora stordita da tanta bellezza.  Grazieeeeeeeeeeee….

Alla prossima. Angela 

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