Venerdì 4 settembre 2026: Il mio affettuoso saluto alla grande MARIELLA
BETTARINI…
… Noi eterni santi navigatori
e poeti
lottiamo in terre lontane e vicine
con cattedrali di libri che temono l’oblio
nel deserto
dell’indifferenza
(A.
De
Leo)
E oggi permettetemi, amici miei carissimi e instancabili lettori,
di parlare di MARIELLA BETTARINI,
mia coetanea e amica da quasi cinquant’anni, che ho perso con immenso dolore proprio
qualche giorno fa.
Già da allora, oltre cinquant'anni fa, come potrete vedere in seguito dalla dettagliata
narrazione del grande scrittore, poeta, saggista e critico letterario Luigi Fontanella, era molto famosa ed
anche molto attenta alla scrittura degli altri. Molto selettiva nelle
amicizie. Ma non con me.
La conobbi a Bari durante uno dei Convegni internazionali di
“Donne e Poesia” realizzati e condotti da Anna Santoliquido, infaticabile nel promuovere incontri culturali
tra i più grandi poeti e scrittori di fine Novecento fino ai nostri giorni. Mariella mi spalancò
subito le braccia e il cuore dopo aver ascoltato il mio intervento sulla
poesia. Da allora abbiamo spesso lavorato insieme, incontrandoci più volte a
Firenze, dove risiedeva e dove incontravamo anche Gabriella Maleti, con cui condivideva la casa, l’amore per la
scrittura e per la fotografia. E per me fu dono bellissimo la pubblicazione del
suo tenero Libro Poesie
per mamma Elda con la SECOP edizioni (2019). Lei non aveva mai
pubblicato con altre Case editrici. Gabriella da tre anni non era più con noi,
nostro grande rimpianto. Anche lei nata nel 1942 a fine maggio come me. Mariella
a gennaio dello stesso anno. Quando ci incontravamo nella loro bellissima casa
a Firenze era anche un gran ridere di noi proprio per questo. Eravamo nate
tutte e tre nello stesso anno, “prolifico di poeti e scrittori” – ci dicevamo –
e ciò ci divertiva molto. Ora sono rimasta solo io e loro due mi abitano nel
cuore.
E oggi non posso fare a meno di ricordare e riprendo a
parlare di Mariella e di quando eravamo giovani e non avvertivamo entrambe
l’ingiuria dell’età nel nostro impegno letterario e socio-culturale. Il corpo
poteva anche tradirci. La mente forse, a volte. Ma il cuore no. Conservava
tutte le emozioni di quando eravamo molto giovani. Qualche amica fiorentina si
sorprendeva nel notare l’affetto che ci legava, ritenendola altera, selettiva,
supponente, respingente. Io contrapponevo con gioia la mia Mariella Bettarini,
accogliente, generosa e ricca di umiltà e di umanità.
Con lei e con Gabriella Maleti fu amore a prima vista. Abbiamo sodalizzato
subito con sincera empatia e consonanza di intenti. Con Mariella, dopo la morte
di Gabriella, dieci anni fa, abbiamo intensificato i nostri rapporti letterari,
culturali, amicali, nel rimpianto mai spento delle sue fotografie meravigliose
e della sua profondissima scrittura in prosa e in versi. Devo, in verità, alla straordinaria generosità di
Mariella se abbiamo potuto coltivare insieme e così a lungo la nostra amicizia.
Lei, famosa e apprezzata saggista e poetessa già dagli anni Sessanta, mi ha
fatto dono del suo cuore e della sua attenzione (io allora ancora sconosciuta
ai più); dei suoi libri di poesie e dei suoi saggi di critica letteraria; della
sua splendida Antologia A parole - in immagini (antologia poetica
1963-2007), Gazebo Libri, Firenze 2008; della sua Rivista <L’area
di Broca>, in cui ha dato spazio, negli anni, a molti miei interventi
tematici. Ma la sua immensa sensibilità mi è stata di conforto quando mia
sorella Anna Maria, oggi anche lei non più fisicamente tra noi, scrisse proprio
nel 2019 il suo “diario epistolare” Gelido è l’inverno, del quale ho parlato
recentemente. Ebbene, non ricordo più se le portammo a Firenze una copia oppure
gliela spedimmo. Sta di fatto che immediatamente rispose a me e ad Anna Maria
una lettera delicatissima e ricca d’amore. Una carezza d’anima, di cui Anna
Maria aveva assolutamente bisogno. Avrei voluto riportarla qui, perché Anna
Maria la volle condividere con me, ma nonostante io abbia conservato con cura
la copia, non sono riuscita a trovarla. Con mio immenso dispiacere. Ma sicuramente
la troverò e ne riparleremo. Sono questi i silenziosi gesti d’amore che
rivelano le amicizie più vere e sincere.
E per oggi mi fermo qui. Non è il caso di andare oltre e sciupare con le
parole il suo ricordo, ma nei prossimi giorni riprenderò a parlare di lei, come so e come merita. Grazie.
Angela/lina
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