Miei carissimi, interrompo momentaneamente i ricordi del mio Santo Natale di oltre settant’anni fa perché ieri ho vissuto una serata straordinaria, tra realtà e magia, nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, ubicata in Bari vecchia (altra magia da sottolineare) per la presentazione dell’opera prima del giovanissimo scrittore Pietro Lodovichi, presentato dalla signora Giovanna Castrovilli in collaborazione con Antonella Maria Loconsole in veste di intervistatrice e del Prof. Pasquale Ruggeri come intervistatore, e con l’intervento di Raffaella Leone P.R. della SECOP edizioni, che ha pubblicato il romanzo Gli OCCHI del PREDATORE - Il Circense -. Con una copertina misteriosa e potentemente connotativa (opera dell'altrettanto giovane Nicola Piacente, che della Collana "Imaginatio Mundi" è anche il Direttore editoriale) di un genere letterario che sempre più sta catturando e affascinando i giovani perché rivela mondi misteriosi, visibili e invisibili, potenti nelle loro sorprendenti sfaccettature, legate a creature fantastiche che hanno superpoteri per una lotta epica tra il Bene e il Male, con eroi che affrontano prove iniziatiche, avventure a vastissimo raggio, conflitti interiori, legati soprattutto alla brama di Potere, alla sete d'Amore, alla passione per tutto ciò che racchiude il meraviglioso/tenebroso senso della vita e della morte, della sconfitta e della vittoria, del viaggio lungo un'esperienza avventurosa e lontana, con colpi di scena (Lodovichi è straordinario nel creare la suspence ad ogni fine capitolo) che lasciano senza fiato i lettori e con il d'uscita ai loro intrecci spesso violenti, misteriosi, senza compromessi e mezzi termini, secondo la migliore tradizione, abbastanza recente, del Fantasy moderno.
Mi piace ricordare, a
questo proposito, che il primo libro di tale genere viene ritenuto "Le
fate nell'ombra" di George
MC Donald (1858), libro che ha influenzato autori come J. R. R.Tolkien e C. S.
Lewis. Il signore degli anelli di Tolkien ha, infatti, inaugurato il
fantasy epico, a cui si ispira inevitabilmente anche il nostro Lodovichi. Ma occorre
indubbiamente ricordare anche George
R.R. Martin con il suo Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
oppure Brandon Sanderson con le sue
opere per adulti, e, tra le donne, la scrittrice J. K. Rowling col suo fortunatissimo Harry Potter, ma anche Sarah
J. Maas, Erin Doom, Susanna Clark e l’italiana Licia Troisi.
Intanto, tornando a Gli
OCCHI del PREDATORE, occorre dire che già il titolo è fortemente suggestivo,
a partire dagli "OCCHI" appunto che fanno leva prepotentemente sullo
sguardo, già di per sé molto importante in una comunicazione normale e
quotidiana figuriamoci in quelle che sanno di mitologico, irreale e magico (che
bello comunicare con lo sguardo che ci restituisce i volti e i segni di una
intesa speciale o di una offesa da cui difendersi non con la spada, ma con un
sorriso. E poi nei volti percepire le voci, i sogni, i desideri, le
realizzazioni o le delusioni, nuovi mondi, nuove storie. Due occhi specchio di
chi ci guarda con la sua anima allo scoperto mentre restituiamo l’essenza più
profonda di noi). Ma agli occhi segue "del PREDATORE" che acuisce il
senso del "vedere profondo e attento" di chi è avvezzo a guardarsi
intorno voracemente per impadronirsi della preda, di qualcosa cioè fortemente desiderata.
E il mistero si
infittisce quando viene definito il protagonista principale, "il
Circense", di questo primo Libro di una ipotizzabile trilogia, che
va già prendendo forma nella fervida mente dell'autore tanto che è già pronto
il secondo volume (GLI OCCHI DEL PREDATORE - Il
Monastero - ). Tanto fervida, tra l'altro, nel darci il primo
assaggio immediatamente con una scrittura-esergo
particolarissima che sembra venire da lontano, dalla notte dei tempi, in
cui il Primo Imperatore di Sudtrek si presenta, parlando del suo Potere e delle
innumerevoli difficoltà nel gestirlo per cambiare le sorti del mondo. Segue una mappa (opera della giovanissima illustratrice Dalila Acella), che ci
affascina per la notevole fantasia e creatività dell'Autrice nel definire un
mondo immaginario quasi fosse reale perché, a mio parere, ci ha messo anche
talento, passione e cuore.
Tre giovani, dunque, Pietro, Nicola, Dalila, che hanno tutte
le carte in regola per andare lontano. Non a caso Pietro
Lodovichi lavora a Dubai, avendo messo le ali già da alcuni anni. In
quest’ultimo anno in tre si sono impegnati con tutte le forze della loro
vibrante anima per realizzare un Libro che parli ai giovani (e meno giovani)
con un linguaggio nuovo, risalendo a lontani miti appresi probabilmente dal
mondo greco-latino perché superassero tempo e spazio e giungessero fino a noi
con nuovi eroi e nuovi dèi che ci affascinano come i poemi omerici e latini ci
affascinarono quando imparammo a leggerli, a identificarci nelle loro gesta
avventurose ed eroiche, ad amarli.
Nei ringraziamenti,
infine, c'è tutta la carica di umiltà, maturità e di umanità del nostro Autore
che valorizza ogni persona che abbia contribuito, in qualche modo, a sostenerlo
in questa non facile impresa. Anche io desidero ringraziare la signora Giovanna
Castrovilli, Antonella Maria Loconsole, Pasquale Ruggeri, Raffaella Leone e,
non per ultimo, Pietro per aver contribuito notevolmente a farci comprendere
la bellezza del Libro, oggi preso in esame, dal punto di vista strutturale,
contenutistico, formale, e a farci scoprire i tanti segmenti della personalità
di Pietro Lodovichi e delle sue mille avventure vissute con la mente, col
cuore, con l’anima, per restituirsi soprattutto a sé stesso nel suo intero e per
poter, poi, comprendere meglio tutti gli altri da sé, a qualsiasi latitudine e
longitudine di questo nostro pianeta appartengano. Per migliorarsi. Per migliorarci.
Tra sogno e realtà.
E desidero completare
questo mio commento critico con le straordinarie e sentite e generose parole di
Pietro: "... Un libro non
basterebbe per ringraziare tutte le persone a cui sono grato. Nei miei viaggi,
nei miei amori, nelle mie amicizie e nella mia famiglia ho trovato
inconsapevolmente frammenti di questa storia. Ognuno ha lasciato un'impronta,
una scintilla, che si è trasformata in parola scritta.
Ed è proprio questo, forse, il segreto: ogni libro nasce
dalle mie esperienze, ma non appartiene solo a me. In ogni pagina, chi legge
può ritrovarsi, riconoscere un frammento della propria vita, ridere e piangere
delle stesse emozioni che hanno attraversato me.
Perché alla fine, le storie ci uniscono...".
Che dire? Buona
lettura a quanti avranno tra le mani un Libro imperdibile e indimenticabile in
ogni sua pagina...
Il viaggio continua in
un continuo andare lontano e un ritornare a casa per riprendere il volo…
A me non resta che invitarvi a seguirne le traiettorie, visibili e invisibili, per non perdere di vista la terra-non terra, il mare-non mare, il cielo-non cielo e tutta la magia possibile di questo nuovo genere letterario che si avvia spedito per le strade del terzo millennio. Grazie. A presto. La vostra Angela/lina
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