"Per te oggi una lettera"
L’ora più buia prelude alla Luce… e Tu ora
vedi
“il mondo
in un granello di sabbia
E
il cielo in un fiore di campo
E
l’eternità in un attimo”
(William Blake)
Mia
amatissima Anna Maria, dopo tante poesie, sento la necessità di scriverti una
lettera. Mi ha dato l'idea un articolo sul tarassaco che noi chiamavamo
"l'occhio di Gesù", che insieme da bambine inseguivamo nel tempo
senza tempo della memoria. Insieme - ricordi? - a gara correvamo ad accoglierlo
tra la conchiglia delle mani protese verso il nuovo giorno fortunato. Gesù ci
proteggeva col Suo sguardo d'Amore e non sapevamo del tarassaco fiore a farsi
sole, luna e stelle nel cielo. Con petali dorati a noi rideva dall'aurora fino
a sera e si faceva matassa di luna, luminosa come quella di stasera a farmi
compagnia mentre ti penso e ti scrivo e ricordo di te non solo la nostra
infanzia e adolescenza, ma anche la tua giovinezza ardita, bianco sogno di
sposa e di rugiada quando dicesti il tuo sì, sicura e innamorata persa del tuo
Nicola, commosso, fiero ad attendere la notte incantata con fili di seta per
viverti accanto e intrecciare con te rose lacrime e sorrisi. Era un giorno di
sole e con la neve nacque una bimba da cullare in due, fra sogni di felicità
durati troppo poco. Ben presto, come per il fiore del tarassaco, una bufera di
vento soffiò violentemente e ("i
semi si staccano e volano via, ciascuno portato da un pappo bianco che ricorda
una stella cadente. Questi semi dispersi nell'aria creano uno spettacolo
effimero che evoca le stelle sparse nel cielo notturno") si portò via
in un soffio il tuo amore, mentre sotto il cuore un nuovo semino cresceva e
chiedeva alle tue lacrime di nascere. Aveva diritto alla vita e alle tue
braccia ormai inerti e disperate. Ci ritrovammo tutti insieme a darti una mano
di aiuto e risorgesti con la tua chitarra e il tuo meraviglioso canto, inno
alla vita. E, dopo anni di solitudine e di coraggio, ritrovasti l’audacia (tu,
Donna libera da convenzioni e ribelle ad ogni imposizione) di amare ancora. E fu
un uomo, quanto te provato, ad aiutarti con le tue bimbe in fiore. Per anni sei
stata forte, per anni sei stata roccia e melograno e hai visto crescere Isabella
e Nicoletta e farsi donne in carriera e madri. E reggevi sulle tue spalle,
supportate da Gianni, quercia innamorata e discreta, il dolce peso di tre
famiglie, senza mai dimenticare quella d'origine: mamma, babbo e tutti noi
fratelli e sorelle. E avevi con me una sorellanza speciale, unica direi, a
sostenere le mie fragilità, a darmi sempre protezione e coraggio. Insieme
abbiamo attraversato oceani in tempesta, pur restando ciascuna nella propria
casa. E, così, ti sei ritrovata con un cuore malandato e la tua graffiante e
fiera voce spezzata, impossibilitata a cantare ancora. Operazione a cuore
aperto e forza di riprendere e continuare, nella casa del gelso e delle rose
che tenacemente e provvidamente volesti fosse tua, di Gianni, delle ragazze e
dei loro figli, i tuoi adorati nipoti.
Poi...
più tardi una nuova prova: l'ictus che ai più non perdona, ma ne uscisti
vincente, fino a quando ti piegò di nuovo in giorni disperati e di Speranza senza
ritorno. Ma io torno da te e non ti lascio andare tra nuove nuvole scure ad
oscurare il nostro cielo. Tu sei qui. Con me. Con noi. Sento che ci sei, VIVI
nei nostri cuori e deponi ogni giorno nella nostra anima una fiammella di Speranza
alimentata dal vento con il tuo AMORE che, quotidianamente e generosamente per
non smentirti mai, lanci nell'universo. E tutto si trasforma, almeno per noi
due, in preghiera. E le stelle sono luci infinite nel tuo Cielo…
BUON COMPLEANNO, ANNA MARIA! Lina (con
tutti noi che tanto ti amiamo)
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