venerdì 3 maggio 2024

Venerdì 3 maggio 2024: IL MIO RAPSODICO "SPOON RIVER" CHE MI PORTO NEL CUORE... (continua)

E oggi è un giorno particolare, come ha scritto stamattina, sulla sua Pagina di FB, la mia carissima amica scrittrice e poetessa Anna Mininno, “Messa sul faceto… giorno in cui si sposano rospi e rane. Un giorno così si potrebbe anche non immaginare… Ma, intanto, ieri ha scritto: Come si fa a non amare il cielo per nulla estraneo alle gioie e ai dolori. Come si fa a non amare il sole che illumina la terra e fa emergere crepe e splendori. - ad occhio nudo, tutto è più semplice e le verità si liberano da sole - . Non a caso, anch’io ieri ho condiviso una poesia scritta qualche anno fa e ripropostami da FB, perché mi è ricca di amore per la natura e per la spinta formidabile a nascere e ad esistere contro ogni ostacolo o “pietra d’inciampo”: Grappoli di cielo nel giardino/ e rose e margheritine/ narcisi tulipani e violette/ ma due papaveri innamorati/ hanno bucato la pietra/   stamattina   / col fuoco del loro sorriso/ profumato del misterioso sogno/   di giorni mai vinti   /   e sempre nuovi… (a.d.l.)    

Ma, tanti ma tanti anni fa, un amico coratino DOC, incontrato nella stessa scuola, mi raccontò del matrimonio dei rospi con le rane in questo giorno di inizio maggio, e mi sembrò una fiaba bella che mi spinse a scrivere una poesia perduta nella notte dei tempi. Non così una sua poesia, “Ebbrezza”,  che ha sfidato la notte dei tempi per la sua incoercibile voglia di vivere. Il mio amico non ha mai amato le vetrine e ha sempre preferito l’anonimato: Infornare pane/ pigiare uva/ raccontare poesia./ Identità di tempi e luoghi/ lacerata/   dalla storia/ sublimata dalla terra/ profumato antico/       orgasmo di vita/nell’abbraccio di ulivi/  contorti di dolore/ verdi dell’invincibile/ realtà dell’esistere

Oggi, però, la mia adorabile GAZZA, di cui ho tanto parlato nel recente passato, SELVAGGIA C SERINI, firma in inglese, lingua a lei molto congeniale, cinque mesi di presenza nel cielo delle stelle che illuminano il mondo con la loro Luce, ed io ho bisogno di dialogare con Lei, come è accaduto tra una madre e una figlia di adozione reciproca:

Angela mia, il pacco recuperato con i tuoi preziosi libri e il dolce pensiero di Djeke, che ti prego di ringraziare quando lo sentirai… Grazie mille, lavorare per e con te rimane una delle grandi soddisfazioni della mia vita! Ti adoro, mia mamma bis!

Che sollievo! Menomale. Torneremo ad incontrarci. A Roma, spero. Devo ancora rimettermi in sesto. Purtroppo. Ma ci sono ancora tanti progetti in cui mi stanno coinvolgendo a più livelli. E per alcuni dobbiamo ancora lavorare insieme. Poi le tue poesie, i tuoi racconti sulla nostra Rivista cartacea ecc ecc. Per ora ricambio il tuo immenso affetto con il mio immenso + + +. Sei una forza della natura ed io ti ammiro moltissimo anche per questo. Con tutto il mio cuore.

Mia Selvaggia, spero che tu possa andare sulla Pagina facebook di Gjeke Marinaj perché c’è un lungo e dettagliato dossier, corredato da una settantina di foto riguardanti le sue innumerevoli attività culturali, letterarie e poetiche in tutto il mondo, ma partendo soprattutto dal Premio Genjma e concludendo con il Premio Gjenima. Se non ti è possibile andare sulla sua Pagina, dimmelo e cercherò aiuto ai miei angeli domestici perché ti giunga in qualche modo tutto il dossier. Io purtroppo non so farlo. Ti abbraccio forte forte forte. A prestissimo. Angela.

Buongiorno, mia Angela, appena possibile cercherò la pagina del dolce Djeke… a proposito, non ho i suoi contatti ma tu sì… puoi ringraziarlo da parte mia per il regalo e la ancor più bella dedica? Ti bacio tanto.

Tesoro mio, come faccio per metterti in contatto con Gjeke? Sai che mi ha proposto tante nuove collaborazioni? E tu sarai coinvolta come traduttrice e non solo… Devo chiedere ai miei appena sono con me a casa… (9 agosto 2023).

Questo è il profilo di Gjeke, puoi inviargli la tua richiesta di amicizia e sentirvi direttamente. Un abbraccio grande. A presto.

Grazie mille e infiniti baci. (21 agosto).

Come va Selvaggia mia? Ti sei sentita con Gjeke? Se chiedi la mia amicizia su FB potrei taggarti per farti leggere il mio blog e altro. Piano piano sto ritornando a scrivere… Tu? Quando puoi, parlami di te… questa volta infiniti baci da me a te. (30 agosto).

Ciao mia Angela! Purtroppo ho avuto giorni intensi e ho rimandato per trovare il tempo di mandargli un messaggio all’altezza, che credo riuscirò a fare domani. Tra poco chiederò la tua amicizia senza dubbio, e sono felicissima che tu stia tornando a scrivere… e ti adoro e ti immagino di nuovo libera e ricca di parole! Ti adoro, un abbraccio enorme!

Ti adoro anche io. Lo sappiamo. A prestissimo con tutto il nostro amore! (30 agosto).

Selvaggia, amoremiogrande, finalmente ti sento e siamo amiche di FB. Che gioia!!! Come stai? Grintosa come sempre? Ti sei sentita con Gjeke? Tra non molto dobbiamo lavorare insieme e questo mi fa un immenso piacere. Sei d’accordo anche tu? Il primo giorno d’autunno con le prime gocce autunnali ti ritrovo. Benvenuto equinozio autunnale, porta a Selvaggia il mio cuore (21 settembre).

 Mia Angela!!! Devo scrivere a Gjeke assolutamente ma quest’ultimo mese è stato frenetico! Spero i tuoi dolori siano migliorati, ti penso sempre, la tua gazza ladra! (22 settembre).

Tesoro mio, la mia salute è ancora altalenante, ma esorcizzo ogni paturnia con i tanti progetti che voglio ancora realizzare. Cara la mia gazzina, con te al mio fianco ce la faremo!!! Se puoi via a leggerti il mio blog. Potresti trovare delle riflessioni condivise molto interessanti. Con tutto il mio amore ti abbraccio forte forte. Stammi bene-benissimo!

 Mi piace sentirti entusiasta! Corro a leggere e ti mando tutti i baci che ho! (25 settembre).

Selvaggia carissima, come stai? Hai avuto modo di leggere il blog con il tuo racconto? Mi stanno mandando bellissimi commenti. Ho dovuto parlare anche di Dylan, il mio amatissimo cane, e del cane di un altro mio carissimo amico tanto simile a Dylan. Il tuo racconto troppo breve mi ha permesso di sollecitare i lettori alle consuete riflessioni che sono l’anima del blog… dammi tue notizie, se puoi. Ti abbraccio con tutto il cuore. (15 novembre).

Selvaggia mia, come va? Spero bene e anche piena di progetti anche con me. Puoi mandarmi in tempi brevi o un racconto o una poesia sul tema: PERSONA, ARABA FENICE che continuamente risorge dalle sue ceneri per riconoscersi nel continuo cambiamento della società… Spero di ricevere belle e buone notizie. Bacissimo. Angela.

Ciao Angela mia, periodo difficile con continui ricoveri, quindi immagina la stanchezza e lo stress… cerco comunque di mantenermi attiva quanto posso. Quando dici tempi brevi puoi quantificarli? Così posso dirti subito se ci riesco nei tempi a te necessari. Ti mando un abbraccio affettuosissimo!

Quanto mi dispiace e quanto mi stanno a cuore la tua salute e il tuo ben-essere psicofisico! Spero che tu ne venga fuori quanto prima e nel migliore dei modi. Oggi è possibile… Una settimana potrebbe bastarti? Il tema è bello e ci carica di speranza per il futuro. Io desidero impegnarti per darti un motivo in più di ripresa. Tempo massimo fine del mese… ti stringo al cuore!

Ci provo in una settimana!!!

Magari!!! Ma non affaticarti più del dovuto. Mi raccomando! Deve essere un impegno non una fatica…

Prometto! (ancora e per sempre 15 novembre).

Lei: Prometto: Con un cuore per suggellare la promessa. E, solo cinque giorni dopo, ecco giungermi una email: 

Carissima Angela, ho scritto una poesia per te sul tema Fenice come mi avevi chiesto. Devo dire che è molto che non scrivo col pensiero che qualcuno leggerà, e questa tua proposta è stata una sfida che mi lascia con un briciolo di insicurezza. Spero tu trovi il testo all’altezza delle tue produzioni e di quelle che selezioni. Ti abbraccio come una figlia stringe la madre che la guida. La tua Gazza.

Le ho risposto immediatamente: Gazza mia Gazza, grazieeee. La poesia è bellissima, non avere dubbi di sorta. Farò il commento, se lo spazio me lo permetterà, ma spero proprio di sì. Come stai? Non ti sto taggando per il blog per non farti affaticare ulteriormente. Ma non mollare mai. Abbiamo da fare ancora tanto insieme. Però riguardati, questo sì. Con amore di madre ti stringo forte al cuore. Angela. Le sue ultime parole. Le mie ultime parole.  Era il 20 novembre. E non nascondo che ogni volta che le mandavo un messaggio, dopo questa estate, attendevo con ansia di vedere la sua faccina per avere conferma che c’era, anche se il suo messaggio tardava di qualche ora o di un giorno a raggiungermi. E trepidavo sempre. Trepidavo. Ma ecco la poesia intitolata “FUOCO”:

Una foglia d’acero/ Lentamente col suo colore di fiamma/ Scende a terra, a nutrire, a dare vita/ Nella propria morte rossa// Una foresta che sembra un incendio.// Un incendio di rinascita/ Ali spalancate ed esistenze circolari// Ogni volta, quello che sembra una resa/ È la violenza della fiamma/ Una nuova presenza, una nuova forza,// una piuma rossa pronta a un nuovo volo/ a una nuova vita/ a nuovi desideri. Selvaggia c Serini

E ancora una volta piango perché sento l’urgenza ormai di una doppia lettura, un duplice commento: prima della tristissima notizia quando ancora speravo nella sua rinascita su questa terra da vera Araba Fenice, e dopo che è “volata” via “Ali spalancate ed esistenze circolari”. E niente è più come prima. La foglia d’acero rossa (ricorrente nei versi il rosso, esplicitato o meno), ma anche la piuma rossa stanno ad indicare il colore della sofferenza, della forza poderosa e fragile della voglia di rinascere? Penso proprio di sì. Ma oggi sono troppo provata per riflettere e dare una risposta un po’ più aderente alle intenzioni di Selvaggia. Così come gli stessi versi, letti oggi, si colorano di altre sfumature, altri significati, del mistero di un Oltre che ci accoglie in invisibili “esistenze circolari” di forte “energia cosmica” che io non escludo affatto. Desidero, però, dal più profondo del cuore esprimere tutta la mia immensa gratitudine a Selvaggia (ma lei lo sapeva già e lo sa oggi più che mai!) per aver dedicato tantissimo del suo prezioso tempo alla traduzione in inglese delle mie poesie, nate di notte nei vari Centri ospedalieri, di igienizzazione e riabilitazione che per circa otto mesi mi avevano ospitato dopo il mio devastante terribile franare a Belgrado. Gjeke Marinaj me ne aveva fatto più volte richiesta per essersi innamorato anni prima della mia scrittura in prosa e in versi. Selvaggia tradusse le mie “visionarie e difficili” poesie talmente bene da essere apprezzate da Gjeke così tanto da farmi meritare il prestigioso Premio Gjenima a Roma, dove il 27 maggio scorso entrambi la incontrammo per la prima volta (e l’ultima volta). Felici io, Selvaggia e Gjeke di quell’insperato incontro…

Ieri mi sono armata di coraggio e ho scritto a Gjeke che la nostra Selvaggia non c’era più fisicamente tra noi. Questa la sua risposta immediata che, dietro suo permesso, riporto nel nostro blog (e rispetto la traduzione di Google): Non potresti darmi notizia peggiore in questo momento. Quando mi hai detto che sarebbe stata disposta a tradurre le mie poesie per il mio nuovo libro, ho pensato che solo perché sta cercando di essere d’aiuto, anche nei suoi giorni peggiori, non avrei mai dovuto approfittare della sua gentilezza e della sua bella anima. Ecco perché non ho risposto a quella offerta. È una grande perdita non solo per noi come amica, ma per le arti e le discipline umanistiche e per l’arte e il mestiere della traduzione. Pregherò per lei con tutto il cuore. Mi mancherà tantissimo. (…) Che Dio sia con lei in paradiso (…).

Quanto dolore anche in Gjeke Marinaj e quanta ammirazione da parte sua per il tuo lavoro e quanta delicata rinuncia in considerazione della tua “anima bella”, per la pronta e generosa disponibilità a tradurre in italiano il suo ultimo libro, nonostante i tuoi pressanti problemi di salute.

Ritornerò presto a parlare di te, Selvaggia mia, appena avrò fatto silenzio nei pensieri in tumulto, ma già ti sento stretta tra le mie braccia di madre adottiva, mentre tra le lacrime abbraccio la croce ferita di Francesco, tuo innamoratissimo sposo, di Fedra, tua amata sorella che non ho purtroppo conosciuto, e di un’altra madre in lacrime… Angela tua 

Ho riportato qui quanto già scritto nel nostro blog all’alba del 3 dicembre 2023. Solo 5 mesi fa. E il dolore è ancora qui uncinato nell’anima.

Di Selvaggia parlerò ancora e ancora perché è sempre con tutti quanti l’anno conosciuta e amata, sia pure per lo spazio breve e infinito di un’alba che sa di tramonto e non conosce sera… Angela

 

 

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