venerdì 28 novembre 2025

Venerdì 28 novembre 2025: Il Progetto "Donne d'ogni genere" e il MANIFESTO di tanti STUDENTI...

… affacciati ai balconi della vita

perché non se ne perda il profumo

che la nostra Anima sprigiona ed esalta…

           (a.d.l. versi inediti)

Due sere fa, non potendo, purtroppo, essere presente alla magnifica serata conclusiva del Progetto “Donne d'ogni genere” organizzato dall'Associazione culturale FOS, presso l'Agorà del Liceo Oriani di Corato, ho pensato a lungo alle mie lunghe primavere e a quante "donne d'ogni genere", nel corso di queste, io abbia incontrato. Mi porto nel cuore una lunga lista di volti e di storie di Donne che hanno vissuto perlopiù all'ombra di un padre e di un marito padrone. Senza avere mai la possibilità di scelta. Erano gli anni Quaranta-Cinquanta del secolo scorso, e le loro esistenze documentano una realtà a ridosso del dopoguerra (seconda guerra mondiale) dura, amara, rigida. Patriarcale ad oltranza.

Io ero una ragazzina ribelle e scandalizzavo i benpensanti che mi volevano tutta casa-chiesa-scuola. Una triade che mi stava stretta per i miei vibranti quanto innocenti, ma perseveranti slanci di libertà in un mondo ottuso ad ogni cambiamento.

 Poi, il Sessantotto e le prime forme di ribellione da parte di noi giovani donne (io ero già madre della mia prima bambina, nata proprio a metà di quell'anno), con le gonne che si accorciarono vertiginosamente (vedi Mary Quant) e il mormorio della gente impreparata per ignoranza e per incapacità di accogliere il nuovo come una sfida salutare e non come una mancanza di rispetto verso la intoccabile tradizione (che era un “tramandare” ma anche un “tradire” e un “sentirsi traditi”. Mi ci vorrebbe un trattato per chiarire questo mio pensiero, ma... "intelligenti pauca").

Intanto, vorrei ricordare che il nostro passaggio su questa terra, breve o lungo che sia, è inevitabilmente fatto di esperienze esistenziali.

Le esperienze si traducono in incontri e ogni incontro necessita di parole per realizzare mediazione e socializzazione. E le parole si traducono in storie che vanno raccontate per ricordare il passato e guardare al futuro attraverso le istituzioni sociali più importanti: la famiglia, la scuola, la comunità. E, dunque, personalmente ritengo molto importanti ancora, oggi più che mai, gli incontri e gli ascolti attivi tra genitori e figli, tra alunni e docenti e tra docenti e genitori in un confronto aperto, e chiaro nei ruoli e nelle funzioni, per poter mettere a fuoco particolari realtà, non sempre positive ed educative, che vengono innanzitutto vissute in casa (luogo che dovrebbe essere sicuro rifugio protettivo e sereno, ma non sempre lo è. Spesso i mostri si annidano proprio nella famiglia con devastanti conseguenze, come ben sappiamo), ma, a volte, anche nella scuola tra insegnanti e alunni. Sappiamo le difficoltà che gli alunni e gli studenti incontrano nella scuola quando “incontrano” insegnanti incapaci di ascolto e di serena accoglienza. Occorre il coraggio di parlarne.

Solo dopo aver affrontato “in diretta” questi problemi, spesso irrisolti, ritengo che sia fondamentale la lettura. Tanta lettura per scoprire, studiare e conoscere altre realtà, diverse da quelle vissute in prima persona. Per la maturazione di un nuovo appagante senso di responsabilità personale... E di cambiamento. A volte salutare e salvifico. 

Oggi abbiamo la possibilità di leggere autrici che scrivono finalmente di sé con coraggio, determinazione e senza paura. Si raccontano senza falsi pudori e senza lo specchio deformante della scrittura maschile, che a lungo ha dominato in un prolungamento della società patriarcale dura a morire. Sarebbe salutare discuterne.

So che gli studenti coinvolti in questo Progetto hanno ascoltato alcune voci di queste autrici, le hanno cercate e proposte con entusiasmo.

So che si sono confrontati anche con l'Arte del fare Teatro, sentendosene catturati. La bellezza non solo viene sfiorata ma anche vissuta. E questo è impagabile.

Insomma avrei voluto tanto esserci e non solo nei panni di presidente della Associazione culturale promotrice, ma anche e soprattutto come spettatrice, ed ex insegnante attenta ad imparare anch'io. Non a caso Seneca sosteneva: “C’è un duplice vantaggio nell’insegnare, perché, mentre si insegna, si impara”.

Non vedo l'ora di leggere il Manifesto che gli studenti hanno redatto tutti insieme, con grande entusiasmo. Ci renderà migliori? Io ritengo di sì. E renderà più vivibile questo vecchio mondo? Ce lo auguriamo. Nella riscoperta delle passioni della mente e del cuore! Della intelligenza dell’anima.

Sempre grata a quanti amano leggere queste pagine, scritte appunto con il cuore e con l’anima. A presto. Angela/lina

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